sabato 16 dicembre 2023

Ma annassero a morì AMAzzati...

 ...tutta 'sta ganga di oligofrenici furibondi, genia di fancazzisti senza possibilità di redenzione, visto che di fatto lavorano - letteralmente - a tassametro, solo quando lo Sceriffo di Robbingham™ promette laute prebende per fare quello che è semplicemente il loro dovere e per cui sono già pagati!

Ogni riferimento alla (dis)pregiatissima Municipalizzata romana dell'Ambiente è assolutamente volutamente casuale, vero.

Sarà poi che oggi sono particolarmente... sensibile all'argomento (diciamo pure che mi stanno turbinando vorticosamente i coglioni), per quanto mi è accaduto da che ho poggiato i piedi in terra stamattina, cortesia, anche questo, del deesagyo di cui sono responsabili sempre costoro: i famigerati netturbini, che, ormai da settimane impediscono alla cittadinanza residente di godere del meritato riposo notturno a causa delle loro continue incursioni, senza soluzione di continuità e non si sa a quale scopo, visto che le nostre strade sono comunque un letamaio, armati di soffiatori a motore e spazzatrici stradali con tanto di getti d'acqua, tanto per aumentare il tasso di rumorosità!

Quindi, da veri imbecilli - secondo la definizione da dizionario della lingua italiana - questa gente ci cagiona continuamente danno, oltre l'ingiuria: manutenzione zero, disturbo continuo, manodopera e ore di lavoro sciupate ad mentula canis.

Sì perché da alcune settimane, questi dell'AMA pretendono di spazzare le strade sempre e solo di notte, ad ore antelucane, passando e ripassando sempre sugli stessi tratti di strada ma senza portare a casa alcun risultato, visto che, il mattino dopo, siamo di nuovo capo e a dodici. Questo perché - anziché lavorare con ramazza e paletta - pensano di risolvere il problema del fogliame e dell'altro ciarpame cumulato sui marciapiedi utilizzando gli stramaledetti soffiatori a motore di cui sopra.

Peccato solo che, quando usi quegli ordigni del demonio, non pulisci una mazza: semplicemente sposti la monnezza da un punto all'altro della strada, senza risolvere una cippa di nulla!

Anche perché, emerite teste di minchia, hai un bel passare avanti e indietro con l'altro, rumorosissimo ammennicolo a motore su e giù per la via, se non liberi prima lo spazio a ridosso dei marciapiedi dalle auto in sosta (cosa ovviamente impossibile, specialmente di notte): la monnezza finisce puntualmente sotto le auto e resta, salvo tornare puntualmente sui marciapiedi, cortesia, ovviamente, delle spazzole rotanti del summenzionato veicolo di servizio, che - quando non raccoglie la spazzatura dalla sede stradale - potete star certi che la rispedisce sui marciapiedi grazie all'effetto turbina delle spazzole stesse!

Come vedete, un lavoro da mentecatti fatto da una manica di imbecilli.
Perché chi cagiona danno alle altrui persone per imperizia, dolo o semplice stupidità senza trarne alcun vantaggio è, per l'appunto, un imbecille.

E io pago.

E tanto pure.

Due volte l'anno.

Per la fottuta TARI.

domenica 10 dicembre 2023

VINTED ovvero: The New Frontier of Deesagyo!

 Eh sì, cari amichi (magari arcobalengo e del giaguaro) vicini e lontani: perennemente alla ricerca di un modo per sbarcare il lunario, visto il protrarsi dei chiari di luna - tant'è che ormai pare di viverci sulla Luna - il sottoscritto ha avuto l'improvvida idea di farsi un giro sulla acclamatissima - sed etiam pubblicizzaterrima - novella piattaforma di compravendita tra privati per vedere se fosse il caso di infilarsi anche lì.

Ad onor del vero, qualche anno fa, in piena pandemeea farlocca, avevo già fatto un tentativo (o almeno così ricordavo), venendo immediatamente distolto dal fatto che la piattaforma lituana trattasse al momento pressoché esclusivamente abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori.

In effetti ricordavo bene, perché quando ho provato ad iscrivermi è arrivata la prima magagna: il tuo username/email è già registrata. Benissimo, allora fornitemi le credenziali perché sinceramente non me le ricordo... sSeee, cor'ca'! Sto ancora aspettando che un sysop mi risponda, sicché, con una supercazzola da manuale, ho aggirato l'ostacolo e creato un profilo nuovo di zecca. 

Dopodiché - previo un rapido esame delle categorie merceologiche e delle tipologie di articoli attualmente in vendita - ho cominciato ad inserire i miei, di articoli.

Come sempre, da un po' (troppo) di tempo a questa parte, lì è finita la mia vita ed è cominciato l'Inferno dei Dementi Viventi.

Voglio dire: non ho finito di registrare mezza dozzina di pezzi e già mi cominciano a fratturare la sacca scrotale perché non gli sta bene questo o quello. Ma brutta miseria, ho inserito i prodotti come volete voi e nelle corrette categorie da voi proposte, non da me, quindi cosa c'è che non va?

Non è dato saperlo ma non gli sta bene lo stesso. Cazzo di colpa ne ho io, se siete così rincoglioniti da inserire la categoria action figure tra gli articoli per bambini quando il 99% dei prodotti di questo tipo è rivolto ad una platea di over 14 e/o adulti? 

Ma no, loro hanno deciso così, quindi inventati alla fine un'altra supercazzola veramente senza senso, inserisci il prodotto tra gli accessori di moda da uomo (!) e sei di nuovo in sella.

Tra l'altro, c'è un'altra stranezza e non da poco: scopro che per le spedizioni usufruiscono - come d'altronde Subito.it e Wallapop - di un servizio di corrieri in concordato, così non devi sbatterti, perché si occupano di tutto loro, tu devi solo impacchettare e consegnare al fermoposta più vicino/indicato.

Solo che le dimensioni ed i pesi consentiti per articoli ed imballaggi, tutti piuttosto striminziti e con un limite stringente di 2 kg massimi per pacco. Il che vuol dire che non posso vendere un buon terzo del mio campionario ma soprattutto che qualunque articolo può essere acquistato/spedito singolarmente quindi niente spedizioni combinate e/o acquisti multipli, perché su ogni, singolo pezzo... ci paghi il pizzo

Sì, signori, perché su ogni acquisto l'utente è tenuto - anzi: costretto - a pagare una assicurazione (non so se mi si piega, vero...) alla piattaforma che si traduce, a conti fatti, in un introito per la stessa a meno che, beninteso, non venga fuori qualche magagna. In pratica qui il pizzo lo paga il compratore anziché il venditore, come invece accade sulla piattaforma a conduzione teutone.

Il giorno dopo, anzi: la sera dopo, che non avevo niente di meglio da fare, seleziono un'altra carrettata di roba e con la mia solita verve (e velocità, ormai sono più che esperto in questo campo e poi tutta la parte iconografica ce l'ho già bella che fatta) a fine serata inserisco un'altra trentina di prodotti nelle categorie (tenetele ben presenti): libri, giochi per PC e giochi per PlayStation (rigorosamente 1 e 2 perché non sono mai andato oltre nella mia storia ludico-elettronica).

Nel cuore della notte vengo svegliato da un messaggio di posta elettronica che mi informa che hanno cassato tutte le mie inserzioni recenti perché (cito) NO SI POZONO VENDERE ARTIKOLI KOMMMERCIALEY!!!!

...

...

Ma...

Ma che...

Ma che cazzo mi significa!?

Cioè, dov'è il problema, non capisco e quel che questi deficienti hanno scritto non ha alcun senso!

Sì, perché qualunque cosa uno metta in vendita, ha comunque un'origine commerciale, n'est pas? Proviene cioè da un negozio ed è stata fabbricata/prodotta da un'industria, un laboratorio o un artigiano, giusto?

E non c'è scritto da nessuna parte che si possano vendere oggetti autoprodotti ergo l'unica condizione scritta è che la merce sia usata ovvero che sia di seconda mano anche se magari ancora nuova/confezionata.

A questo punto - e con i coglioni giustamente ruotati di 180° - trovo la vocina con su scritto "reclamo" e per l'appunto scrivo ponendo esattamente le stesse cose che ho scritto qui ed eventualmente quale potrebbe essere la natura del problema: c'è forse un limite al numero di oggetti che si possono mettere in vendita? Vi sembra forse che il prezzo che ho chiesto sia troppo alto per la vostra piattaforma? Non vi piacciono le fotografie o l'approccio professionale del sottoscritto?

Cioè, cazzo, una spiegazione me la dovete dare perché il sottoscritto:
a) vende solo roba di seconda mano - come richiesto - e se è in condizioni pari al nuovo è perché la usa e la conserva bene;

b) i prezzi, trattandosi per lo più di articoli vintage, sono in linea con i prezzi di mercato ed anzi, un pochino ribassati rispetto, per esempio ai prezzi praticati su eBay, dove devi mettere in conto il fottuto pizzo imposto dai crucchi, anche perché è OK che parliamo di usato ma io intendo vendere e non svendere, visto che questa roba ha un valore, è piuttosto rara oggi ma soprattutto, quando l'ho acquistata io, l'ho pagata tutta, subito e spesso anche piuttosto cara! ed infine

c) se le immagini vi sembrano troppo nitide è perché anziché usare un cavolo di citofonino, il sottoscritto adopera due metodi e quelli soli: fotocamera e scanner (quando le dimensioni del prodotto lo consentono) e quindi sono belle, nitide e ritagliate a modino!

Ovviamente, a 48 ore dall'inoltro della missiva, sto ancora aspettando una ragionata e ragionevole risposta, ricevendo in cambio un muro di silenzio assordante, mentre il sottoscritto, in attesa di opportuni chiarimenti, ha de facto sospeso qualunque attività, onde evitare di perdere altro tempo e lavorare a vuoto.

mercoledì 6 dicembre 2023

€bay ovvero la nuova laMMerda


 Hanno voglia a farsi pubblicità in televisione - anche se, ad onor del vero, lì si parla sempre e solo di comprare, mai di vendere - resta il fatto che dal 2020 ad oggi, cioè da quando la società che gestisce la più nota e diffusa piattaforma online di compravendita tra privati (o almeno queste erano le intenzioni, quando fu fondata una ventina e passa di anni fa) è diventata una fottuta Gmbh a guida crucca, le cose sono precipitate ad abissi difficilmente immaginabili solo pochi anni fa.

Partiamo dal presupposto che anche prima non è che fosse un prato fiorito dove fare passeggiate di salute - cialtroni e turlupinatori imperversavano senza ritegno ed in parte la cosa continua ancora oggi  anche se in maniera più limitata, solo che adesso per chi decide di vendere su eBay, a meno di pagare il pizzo ai crucchi tutti i santi mesi, è diventato un vero e proprio calvario.

La cosa peggiore è che le peggiori inculate, oggi come oggi, te le danno proprio gli utOnti €uropei, specialmente i franco-tedeschi, con una massiccia preponderanza di questi ultimi, che si fanno forti del fatto che le eventuali beghe le spiccia la filiale gotica della società e che quest'ultima di solito da ragione ai suoi connazioAnali anche - anzi: soprattutto - quando hanno torto marcio!

Ma c'è di più e di peggio: da quando le cose sono passate alla gestione diretta, si sono infiltrati con veri e propri atti di coercizione direttamente nelle tasche degli utenti e affiliati. Vuoi lavorare su eBay? Ecco, bravo, intanto dacci le tue coordinate bancarie e dacci praticamente una delega in bianco per operare sul tuo c/c altrimenti ti attacchi al cazzo e stringi forte!

Vi sembra una forzatura questa? Bhé, non è niente, rispetto alle novità introdotte quest'anno, come quella delle "soluzioni" per qualunque controversia fornite direttamente dalla piattaforma ed ovviamente sempre e comunque a danno del venditore. Volevano fare il verso ad Amazon e ci sono riusciti, acquisendone però solo gli aspetti più deleteri (parlo sempre dal lato vendita), solo che mentre Bezos ha lasciato negli ultimi due anni la briglia sempre più sciolta per i venditori terzi - da qui il grado di insoddisfazione sempre più alto da parte di chi prende puntualmente le sòle e non può più rivalersi se non rimettendoci di tasca propria - eBay per contro ha optato per la soluzione: qualunque cosa succeda, sono cazzi del venditore, per cui, qualunque soluzione si scelga di adottare che non sia il muro contro muro, finisce comunque per cagionarti un danno.

Il mio ultimo caso è stato vieppiù emblematico di questo stato di cose. Vendo un pezzo pregiato - quindi oltre i 100 pl€uri di controvalore - ad un crucco. Dopo una settimana questo idiota se ne esce che vuole rispedirlo al mittente con scuse a dir poco pretestuose.

Cosa fa eBay a questo punto? Apre immediatamente una controversia, nemmeno una contestazione e ti blocca l'account per cui non puoi più ricevere i tuoi soldi nel caso di vendite o altri movimenti. Dopodiché ti offre le seguenti, sfolgoranti soluzioni:
a) accetta la restituzione (anche quando hai messo per iscritto che non si accettano restituzioni perché la merce è venduta con la formula visto e piaciuto ergo As Is come dicono gli anglofoni); il tutto, ovviamente, a tue spese mentre la logica e la consuetudine vogliono che se ci ripensi come i cornuti, la spedizione al mittente la paga il compratore.
b) rimborsa il cornuto. Anche qui, se lo fai, ci rimetti tu, soldi e merce perché gli stronzi pretendono che tu rimborsi anche le spese di spedizione sostenute, che non sono guadagno, bensì oneri.
c) offri un rimborso parziale. Certo, così ci hai comunque rimesso di tasca tua e dai modo ad una nuova generazione di cialtroni e truffatori di farla franca ed anzi, reiterare la cosa.
d) mettiti a litigare col tizio, aspetta 10 giorni che questo risponda e se risponde picche, dopo due settimane, forse, con calma, deciderà sulla questione eBay (leggi: la sede tedesca, mica quella italiana del venditore) e intanto aspetta, spera e soprattutto resta con l'account bloccato.

Ora, prima di eBay Gmbh, gli utOnti potevano - anzi: dovevano - chiedere lumi su eventuali magagne e solo dopo, se l'altra parte taceva o rispondeva a cazzo, potevano aprire una contestazione. Tra l'altro, nel 99% dei casi, eBay mollava la patata bollente a PayPal che si occupava delle contestazioni in maniera decisamente imparziale - e lo dico per esperienze plurime, dirette e personali, sia come acquirente che come venditore. 

Adesso eBay non gestisce lo stesso le controversie, semplicemente ti sanziona da subito e poi sta a te decidere come lo vuoi prendere in culo.

Risultato: anziché lanciarmi in una lite temeraria con uno stronzo siffatto, essendo già certo del risultato finale, proprio nel periodo dell'anno in cui si fanno i maggiori affari, stante anche il mio attuale stato di prostrazione dovuto a seri problemi di salute, per questa volta ho bevuto l'amaro calice, con tanti auguri alla merda teutone che gli vadano tutti in medicine e che l'oggetto che ha comunque in mano gli si infili accidentalmente su per il retto.

...a quanto pare non sono l'unico e il solo ad
avere problemi con la nuova gestione di eBay...
Inutile dire che - anche qui - sottoscrivo
parola per parola!

Ovviamente, sto valutando opportune contromisure, tra le quali ci sono il bando degli utOnti provenienti dai paesi €uropei più fastidiosi ovvero l'abbandono a breve della piattaforma, visto che, tra le altre cose, anche dal lato acquisti non è che le cose vadano meglio, anzi: le inculate si sprecano e anche lì le opportunità di rivalersi sono ben poche, perché quando e se acquisti dai venditori professioAnali - quelli cioè a partita IVA e che pagano il pizzo a eBay tutti i mesi - avviene la stessa cosa di cui sopra ma a parti invertite: hanno sempre ragione loro e se vuoi ottenere soddisfazione, come minimo ci rimetti i soldi per rispedire al mittente la morchia che ti hanno appioppato.

Inutile dire che intanto anche questo cialtrone si è immediatamente unito alla sempre più nutrita lista nera degli utOnti che non potranno mai più avere a che fare col sottoscritto, l'unica, al momento, vera forma di tutela che uno ha ancora a disposizione. 

Peccato che sia sempre dopo che ti hanno fatto danno.

giovedì 30 novembre 2023

La fiera degli imbecilli (e pure cialtroni) parte seconda

 

L'ameno plico, così com'è arrivato...
Per la serie: tutti io me li capo i cialtroni, eccovi il rendiconto delle conseguenza della mia ultima fregola libraria, tradottasi puntualmente nell'ennesima inculata per il sottoscritto, con in più l'aggravante del mal di fegato, oltreché il rodimento di culo.

Come fin troppo spesso (mi) capita, preso da tedio mortale in un solito, uggioso pomeriggio domenicale, mi metto davanti al PiCchio e comincio a vagabondare per il web, finendo puntualmente su svariati siti di e-commerce ed ecco là che comincia la giostra infame.

Per farla breve, un pomeriggio passato a spulciare siti e cataloghi online, fino a che non mi viene il ghiribizzo di concretizzare l'acquisto di due volumetti, della pregiatissima (o presunta tale) collana Greenhill Military Manuals - tra l'altro ormai fuori catalogo da almeno tre lustri e considerati come il santo Gral all'estero (con quotazioni piuttosto rilevanti, come potete immaginare).

Fusse che fusse la volta buona, non solo li trovo da un venditore eatalico ma pure ad un prezzo tutto sommato più che buono, visto lo stato (apparente) dei volumi, ovviamente sempre che le foto pubblicate siano del Real McCoy - come fa il sottoscritto quando vende la sua roba - anziché tratte dal web o dal sito del produttore.

Dal momento che, quando acquisto qualcosa, ci tengo ad averla in modo certo e sicuro, specialmente quando mi interessa, chiedo al venditore una fattura comprensiva di spese per l'invio in un'unica soluzione con spedizione rigorosamente tracciabile.

E qui cominciano i problemi, perché il cialtrone ci mette la bellezza di 36 (leggonsi: trentasei) ore per rispondere. Va be', hai fatto l'ordine di domenica, ci può anche stare anche se, ad onor del vero, se vendi sul web dovresti essere al chiodo non dico h24 ma 7 su 7 sì. 


Ma c'è di più e di peggio: mentre attendo pazientemente la fattura, eBay comincia letteralmente a frustarmi i coglioni con continue richieste di saldare il conto - sì, come no, stabbellofresco che col cazzo che ti pago due spedizioni per un acquisto dallo stesso venditore - quando poi vado a verificare (hai visto mai che la fattura è arrivata ma è finita nello spam?) mi trovo davanti una notifica che mi informa che uno dei due volumi da me tecnicamente ordinati è esaurito.

Chiedo quindi lumi al venditore, nel mentre che eBay continua a frantumarmi le gonadi con solleciti di pagamento.

Silenzio assordante, fino all'arrivo della tanto sospirata fattura che è per due volumi, segno evidente che qualcuno qui ha preso fischi per fiaschi.

Pago puntualmente e di lì a poco mi arriva la conferma di avvenuta spedizione. Peccato però che non ci sia nella notifica il codice di tracciamento, senza il quale è cazzo e tutt'uno; di conseguenza, ricontatto il tizio chiedendo lumi.

Qui finisce la mia vita e comincia l'Inferno dei Deliri Frementi.

Dopo svariate ore mi risponde che il codice non c'è perché spedirà con un piego di libri prioritario, anziché con spedizione tracciabile. 

Un momento: spedirà?

Sì, perché l'omm'e'mmerda invia le notifiche di spedizione non appena ricevuti i pagamenti - così tacita la piattaforma e intanto incassa il malloppo - poi, con molta calma, se e quando gli fa comodo, spedisce. 

...ed il suo contenuto, comprensivo di
biglietto da visita in bella mostra!
Alla faccia della serietà e della deontologia professioAnale e per fortuna che è un Best Seller di eBay!

Cosa non si ottiene con il vil denaro, pagando il pizzo a questi crucchi infami...

A questo punto, se permettete, mi incazzo come una scolopendra guatemalteca, perché delle due l'una: o mi stai prendendo per il culo o sei veramente un coglione. Ovviamente non glielo mando a dire e chiedo lumi su questo comportamento a dir poco inverecondo.

Risposta: se vuoi ti mando la raccomandata, pagami il pizzo su PayPal. 

Ora, il primo istinto è di mandarlo a fare in culo, attendere i libri nella beata speranza che non se li "perdano" (capeesc'a'mme) ergo inchiappettarmelo a passo di carica nel caso in cui non arrivino.

Ci ripenso come i cornuti e provvedo al pagamento del pizzo.

Peccato solo che l'indirizzo che mi ha fornito per il pagamento non risulti su PayPal. Ancora una volta perdo un pomeriggio nella beata speranza che questo infame cialtrone risponda alla mia richiesta di delucidazioni e dopo ben TRE tentativi ed una missiva di insulti, alla fine si degna di rispondere e ribadire il concetto. Oh, sai che c'è? Cazzi tuoi, io pago dove e a chi dici tu, ho la ricevuta in mano, poi se hai cazzato te la vedi tu.

Attendo la fatidica data della spedizione effettiva, così come annunciata e indovina un po': niente. Niente codice, niente ulteriore notifica.

Altro giro, altro regalo, altra risposta a sera inoltrata (dalla mattina, eh!?): scusa tanto non ho spedito, mi sono dimenticato, ci passo domani. Ho capito ma 'sto cazzo di codice, intanto me lo dai o devo ricorrere ad un indovino?

Nessuna risposta. 

Per i cinque giorni successivi.

Morale della favola, per suo immenso bucio di culo, la roba alla fine arriva - ieri, in mattinata - e pure integra. È scandaloso come tutti gli eatalici cialtroni abbiano sempre una fortuna sfacciata, quando si arriva al dunque, così che non te li puoi inculare a passo di carica quando fanno una cazzata.

Quindi, ricapitolando, c'ho messo quasi due settimane per avere 'sti libelli e quando mi è arrivato il plico ho capito anche perché e lo potete vedere pure voi nella foto a corredo in alto: a quanto pare, tra le eataliche librerie, c'è la inveterata, perniciosa abitudine di impecettare le buste con cataste di francobolli (sì, avete capito bene: i vecchi, desueti e praticamente oggi scomparsi francobolli), per di più con il controvalore ancora espresso in lire!

Ora, a casa mia, l'ufficio postale non dovrebbe accettare questi potpourri cartacei anche perché non solo sono contrari al regolamento vigente ma si incagliano puntualmente nei centri meccanografici di distribuzione 9 volte su 10, con ulteriori ritardi e rotture di palle infinite.


E così è stato anche in questo caso, perché 'sto plico c'ha messo una vita anche se - mannaggia quel porco - è arrivato comunque in zona Cesarini, togliendomi il gusto di una sacrosanta rappresaglia.

Il contenuto, lo potete vedere più sopra; almeno ha avuto la decenza di tenere i libelli insieme con un po' di pellicola, in modo che non andassero in giro per la busta, con tanto di biglietto da visita, tra l'altro. 

Giusto, lo terrò sempre a portata visiva, così da non ripetere l'errore e ordinarti qualcosa nel futuro, incommensurabile troglodita idiota!

Ultima considerazione: uno dei due pamphlet si è puntualmente rivelato una cagata furibonda - ma di questo vi parlerò in seguito - sicché posso dire che - ancora una volta - l'inculata è servita!

lunedì 13 novembre 2023

QUALCUNO LA FERMI!

 Possibilmente prima che ci trascini tutti nel regno di Ade!

Oh, non c'è verso: Georgia al-Melonabbash non sente ragioni. 

Ha deciso che DEVE assolutamente impicciarsi di cazzi che non la riguardano e completare il piano criminale - ordito da Bruxelles e Francoforte con la colpevole , fattiva collaborazione del dvce Conte Drakulia - e spennarci come polli! 

Adesso se n'è uscita - per bocca di quell'altro inutile disagiato mentale di Tajani - che vuole portarci in casa qualche altra vagonata di risorse boldriniane palestinesi per "curarle" qui da noi. 

Magari proprio i miliziani di Hamas ed i familiari degli stessi, sul quale - da perfetta schizofrenica - non fa che sputare veleno quando prende il sopravvento la personalità di Georgia Melewitz

Giustamente, dopo che gli ha appena detto buca con lo zombie infante britone,  doveva trovare un altro modo per sperperare risorse che - a dire dello stesso governo sFascista - NON abbiamo, evidentemente non bastavano i soldi del contribuente già sperperati per fornire assistenza fattiva e pedissequa agli sicari a stAlle e strisce dei nazisti con la kippah, spedendo quel che è di fatto un corpo di spedizione in Medio Oriente ad impicciarsi di cazzi che non riguardano né lei, né tanto meno il popolo italiano, tant'è che siamo gli unici che abbiano preso una simile iniziativa in tutto l'orbe occidentale e questo dopo aver già sperperato miliardi per supportare il bellicoso regime dei neonazisti gialloblu di Zelen'skyj, gli stessi che - guarda un po' il caso - hanno de facto sabotato le infrastrutture energetiche €uropee lasciando proprio i suoi mandanti germanici col culo in terra!

Continuiamo così, che va benissimo: dritti verso il baratro, come i lemming...


giovedì 9 novembre 2023

La Fiera degli imbecilli


 Per la serie: tutti io me li capo i disadattati (e pure idioti), quel che ho da raccontarvi oggi credo rasenti veramente l'epitome della stupidità e/o della dabbenaggine il tutto, come sempre, concentrato in un lasso di tempo assai breve e - come sempre, quando si parla di guai - a coppie come le ciliegie e i carabinieri.

Partiamo dal primo caso, cui si riferisce la fotografia a corredo del post: alla fine del mese scorso, dopo eoni che non spendevo più un centesimo, mi faccio partire un embolo e nel corso di un fine settimana mi spendo anche il deficit (per modo di dire, visto che ho preso tutta roba estremamente low cost e dopo un estenuante pomeriggio di ricerche sul web) ed ordino una carrettata di Sacri Testi, dopodiché mi pongo pazientemente in attesa che arrivino.

Aspetta tu che aspetto anch'io, qui dopo quasi due settimane di attesa non si vede nulla. Dal momento che (quasi tutte) le spedizioni sono tracciabili - o presunte tali - mi faccio il mio solito tour di controllo, utilizzando sia gli strumenti forniti dal web sia le pagine di tracking dei vari spedizionieri e mi rendo conto che dev'esserci stata una moria o che dev'essere in corso uno sciopero a livello globale, perché non c'è una spedizione che sia in orario.

A questo punto comincio anche contattare - ove possibile - i vari servizi d'assistenza e quando mi rispondono picche perché sono il destinatario e non il mittente, mi rivolgo a chi 'sta roba me l'ha venduta e spedita.

Il caso più emblematico è proprio quello del venditore eatalico, la cui spedizione è rimasta incastrata allo smistamento di Fiumicino, ovviamente senza sapere il perché o percome, visto che - se chiami l'assistenza clienti - cascano sempre dal pero. Per il discorso di cui sopra, contatto chi di dovere chiedendogli di richiamare il call center delle Poste e farsi dire qualcosa.

48 ore dopo la mia richiesta - cioè oggi - arriva finalmente l'agognato plico e qui comincia il delirio!

Grazie al cazzo, che il pacco s'è incastrato durante la lavorazione, siamo nel 2023, brutta miseria, ed il plico è stato affrancato (ma perché, davvero esistono ancora i francobolli!?) con il controvalore espresso in LIRE (sì, avete inteso bene e potete constatarlo coi vostri occhi); per aggiungere ingiuria al danno, sul pacco manca la dicitura Piego di Libri R. - che lo qualifica come spedizione raccomandata ma il top è l'assenza di qualsivoglia informazione sul mittente dello stesso.

Per farla breve, questo plico non avrebbe dovuto mai lasciare l'ufficio postale, anzi: non lo avrebbero proprio dovuto accettare ma si sa che negli ameni paeselli del centro Eatalia, dove si conoscono tutti, si sorvola spesso e volentieri su queste quisquilie come il rispetto dei regolamenti postali, sicché...

Il secondo caso invece riguarda sempre un burino, ma stavolta in uscita, nel senso che - alla fine del mese - gli ho spedito un pacco che, tra le fottute festività ed altre amenità varie, dopo una settimana - ed è stato spedito via corriere espresso - ancora non era arrivato.

Cosa fa l'imbecille? Chiede supporto? Interpella la filiale della (dis)pregiatissima BRT, tanto più che l'hanno contattato telefonicamente quasi una settimana prima per far presente che non l'avevano trovato all'indirizzo?

NO.

L'idiota apre una contestazione col risultato che le merde in salsa teutonica che ora controllano eBay mi bloccano l'account in attesa di dirimere la contesa.

Ovviamente, dopo aver verificato che in effetti c'è un problema, contatto il vergafanciullo per sollecitarlo a chiamare la filiale di zona della BRT per sapere come mai non abbiano consegnato, cosa, per altro, che avrebbe dovuto fare motu proprio come fanno tutte le persone dotate di buonsenso. Dal momento che il nostro invece è un subnormale, non solo non lo ha fatto ma persiste nel non farlo, anche dopo aver ricevuto il mio sollecito.

In compenso mi risponde che ha avuto l'abboccamento summenzionato col corriere ma anziché fornirgli indirizzo e chiedergli di portargli il pacco, evidentemente si è limitato a dirgli che l'indirizzo è sbagliato e così cosa poteva fare il corriere, se non tornare alla base con le pive nel sacco? 

Ed infatti così è stato.

Per una settimana.

A questo punto, mi attivo io anche se non mi spetterebbe, perché io al massimo posso sollecitare la restituzione al mittente ed infatti l'inesistente assistenza clienti ancora mi deve rispondere - e sono già passati quattro giorni da che ho aperto il ticket - cosicché, visto e considerato che io la spedizione l'ho acquistata tramite il famigerato gestore delle spedizioni de'stocazzo, mi appresto a contattare quest'ultimo perché passi la sveglia al corriere.

Ed è così che finisce la mia vita e comincia l'orrore del Deesagyo, perché loro - le merde umane del gestore - sanno benissimo cos'è successo e dov'è l'inghippo ma in una manifestazione di menefottismo livello PRO si sono ben guardati dall'intervenire; evidentemente aspettavano l'imbeccata o la manna dal cielo, tanto che gli fotte a loro? I soldi li hanno già incassati...

Anche qui, per farla breve, dopo qualche ora mi rispondono - vivaddio! - dicendomi che hanno già provveduto a strigliare lo spedizioniere. Infatti, di lì a 24 ore dopo, finalmente la spedizione si sblocca e va a buon fine... mentre invece spero che l'idiota che ha alzato tutta questa cagnara per nulla passi le prossime 96 ore al cesso con un attacco di cagotto a fischio!

Anche qui, com'è stato possibile un tale disguido, dal momento che i dati di spedizione vengono acquisiti automaticamente dal sistema?

Presto detto: per la Packlink (ahi! l'ho detto!) l'indirizzo è X (e l'ho verificato di persona) ma quando la BRT ha preso in carico la spedizione, la località si è misteriosamente tramutata in Y. Praticamente si tratta di due frazioni, una attaccata all'altra, che condividono - come molto spesso succede - il CAP del comune maggiore della zona.

Sarebbe bastato che il corriere avesse un briciolo di iniziativa in più ed il destinatario un po' di sale in zucca e tutto questo bordello non sarebbe mai accaduto.

Sapete però, qual è la cosa che più m'ha offeso?

Che l'imbecille, nonostante fosse tutto brillantemente risolto, ha aspettato che gli passasse la sveglia il sottoscritto - dopo otto ore - perché si decidesse a chiudere la controversia. Evidentemente il meschino è abituato a trovarsi sempre la pappa pronta e si pensa che tutte le cose si risolvano da sé...



mercoledì 1 novembre 2023

L’uovo di Colombo (per la serie: quando volete, potete)


 Finalmente ci sono arrivati, ce n’è voluto ma meglio tardi che mai. Parlo ovviamente di Amazon e dei suoi vari dispositivi Fire-TV, tutti regolarmente dotati di sola scheda di rete wi-fi, che da qualche tempo a questa parte stanno dando parecchi problemi, non per difetto di progettazione o hardware tout court (anche se il problema del surriscaldamento, con periferiche tanto piccole e prive di qualsivoglia forma di ventilazione, è sempre presente) ma perché la stragrande maggioranza dei provider telefonici si è sbrigata a sostituire i “vecchi” router con wi-fi integrato a 2,44 Ghz con quelli “nuovi” e assai più performanti (ma solo sulla carta) in doppia banda 2,44/5 Ghz che stanno dando problemi a non finire proprio con il trasmettitore wi-fi incorporato ed il tutto – a mio modo di vedere e viste le mie esperienze pregresse in merito – al solo scopo di convincerti a sottoscrivere un nuovo – e più oneroso – contratto per qualche forma di SUPER-WIFI o altre menate simili.

Risultato concreto: le periferiche senza fili che prima funzionavano senza fallo, adesso si perdono in continuazione il segnale, si piantano 2 volte su 3 e ti rendono la vita impossibile.

Tanto per rimanere sul concreto, sono mesi che – ogni volta che desidero guardare qualcosa tramite la mia classica Fire-TV stick – sono costretto a resettare il terminale e/o il router – spesso entrambi – altrimenti delle due l’una: o lascio perdere e trovo un altro modo per passare la serata oppure sono costretto ad utilizzare Prime Video sul laptop, il che vuol dire lampadarsi le retine per una visione sub-standard e questo solo perché tutti i PC di casa sono cablati!

Questo nuovo orpello, scoperto praticamente per caso, è la ovvia e logica risposta al problema che evidentemente non è solo del sottoscritto: una scheda di rete Ethernet che ti permette finalmente di poter usufruire della Fire-TV stick come se si trattasse di uno dei tanti Smart-TV Box oggi in commercio.

Col senno di poi, sarebbe stato carino che Amazon avesse proposto a tutti gli utenti dei suoi dispositivi TV questo accessorio come upgrade non dico a costo zero ma quasi, includendolo e/o incorporandolo direttamente anche nei nuovi modelli di terminale oggi in vendita ma tant’è; fortunatamente il prezzo è abbastanza abbordabile e visto che ti risolve un grosso problema, permettendoti di sfruttare al meglio il tuo abbonamento, è a dir poco impagabile!

Come sempre, resta solo da verificare come si comporterà sul medio-lungo periodo ma per il momento – ad un mese esatto da che l’ho acquistato – devo dire che sta andando più che bene: risolti i problemi di continuo reset, migliorata – e di molto – la qualità della visione, ridotti pressoché a zero gli errori di sincronizzazione tra video e audio ma soprattutto la Fire-TV stick non si pianta più come un mulo ad ogni stormir di fronda e se tanto mi da tanto, credo che la cosa dipenda dal fatto che l’alimentazione della stessa non è più diretta – con gli evidenti problemi di surriscaldamento di cui sopra, specialmente a terminale inattivo – bensì passa attraverso la periferica di rete.

Insomma, in parole povere, una salvata!

venerdì 13 ottobre 2023

Ma che lo fate a fare...

 ...se poi non siete in grado di portare a termine la mirabolante impresa?

Pregunta tutt'altro che peregrina, alla luce della mia recentissima esperienza con la tanto pubblicizzata iniziativa del Amazon Prime Day dove sei tu che sei speciale!

Sì, soprattutto ti senti specialmente preso per il culo, visto che ogni santa volta che lanciano queste loRdevoli iniziative c'è puntualmente qualcosa che va a donnine di facili costumi ma questa volta abbiamo davvero battuto ogni record.

Sei su sei. Nel senso che ho ordinato sei prodotti e non ne ho ricevuto nemmeno uno.

Spiegazioni? Nessuna.

Scuse? Poche, ciclostilate e inviate di malavoglia fuori tempo massimo. La realtà, per come la vedo io, è che questi ordini non sono mai stati evasi, con ogni probabilità i pacchi non hanno mai lasciato l'area di carico del magazzino, altrimenti non si spiega come mai il tracciamento della spedizione - affidato alle (in)capaci mani di Poste Eataliana - risultasse come inesistente/non disponibile pressoché da subito.

La presa in giro finale è arrivata oggi, poco dopo l'ora di pranzo, con una amena mail che mi confermava la presa in carico del reso dei prodotti da me ordinati.

Quale reso, prego? Perché per rendere qualcosa, uno deve averla prima ricevuta a casa mia ma non mi risulta proprio che sia mai arrivato nulla, così come il sottoscritto non ha avviato alcuna procedura di reso.

Ah, ma... vuoi vedere che con "reso" intendono dire: ti stiamo rimborsando perché siamo una manica di fancazzari incapaci e menefottisti e così ci leviamo dall'impaccio senza colpo ferire o farti fiatare?

Peccato che a me quella roba servisse ma che ho deciso di prenderla online solo perché era fortemente scontata. Se devo pagarla a prezzo pieno, se permetti, caro Jeff, la vado a prendere dove e da chi dico io, almeno così posso constatare di persona se è il real McCoy, come dicono gli WASP.

È ormai acclarato da lunga pezza che non puoi più fidarti di nessuno ma da due anni a questa parte con l'organizzazione di spacciatori che fu di Bezos è davvero un merdone dietro l'altro!

Il Re è morto! Lunga vita al Re!

martedì 26 settembre 2023

Perché?...


 Piccola riflessione di fine giornata per un problema ormai annoso del sottoscritto, che si protrae ormai da quasi 20 anni, cioè da quando decisi di darmi alla vendita online in prima persona, passando per ogni tipologia di piattaforma, da quelle più note a quelle ormai defunte. In tutti i casi, comunque, mi è sempre capitato di avere a che fare con gente che ti fa delle vere e proprie proposte indecenti sui beni e le merci che offri.

Ora, agli inizi della carriera, quando le compravendite tra privati avvenivano, per l'appunto, esclusivamente tra privati, era prevedibile, previsto e preventivato che la gente cercasse di tirare l'acqua al suo mulino, è una cosa lecita e accettabile, in via generale.

Non lo è più, però, quando l'offerta va oltre il massimo ribasso, quasi a dire: ma sì, va, pigliate 'sti ddu' spicci, perché tanto ti valuto. Se stessimo parlando di robetta, anche se troverei comunque la cosa un tantino offensiva, potrei anche farmici una risata, ma non quando stiamo parlando di oggetti rari, pregiati, ovvero molto richiesti dal mercato, cioè l'80% della merce che tratto, in quanto il mio settore d'elezione è il collezionismo e/o il retrogaming.

A questo punto, dal momento che questo atteggiamento è diventato abbastanza comune, specialmente su eBay mi è venuta una voglia irrefrenabile di togliermi qualche sassolino dalla scarpa, specialmente dopo i fatti di questa sera, che sono stati una vera e propria cartina di tornasole.

Mi è infatti pervenuta una proposta di acquisto da parte di un pregiatissimo utOntO germanico - e non è la prima volta, purtroppo! - pari a circa 2/3 del prezzo di vendita attuale dell'oggetto in questione, una figure da collezione, tra l'altro fuori catalogo ormai da un lustro se non più.

Dal momento che oggi non ho particolarmente voglia di mercanteggiare, né tanto meno di rimasticarmi il fegato, l'ho cassata tout court.

Pochi minuti dopo, il tizio reitera l'offesa (perché tale la considero, quando mi richiedi sconticini del 25, 30 o 50%) e questa volta - oltre al rifiuto - allego anche un messaggio, sperando che capisca l'antifona una volta per tutte: ritenta ancora ma stavolta proponi qualcosa di più congruo.

Manco due minuti dopo, ennesimo messaggio del gasbetone germanico e stavolta mi sono davvero girati vorticosamente i coglioni: nuova offerta con una differenza di ben 5 ricche pleure rispetto alla precedente, come dire che delle due l'una: o non c'hai capito un cazzo di quel che t'ho scritto nemmeno due minuti fa, oppure - e peggio - mi stai platealmente ignorando e questo sì che mi offende sul serio!

Per tagliare la testa al toro, stavolta gli invio la mia controproposta con un messaggio inequivocabile (o almeno questa era la mia speranza): Ciccio, la vedi questa cifra? Bene, fissatela nella zucca, perché a meno di questa la roba non te la do manco se cominci a rimbalzare come una pallina magica!

A quando pare, alla fine il messaggio è arrivato, perché almeno questo è sparito... ma purtroppo questo caso è l'eccezione, piuttosto che la regola, perché c'è chi ci rintrinseca ancora e ancora e ancora, cercando di prenderti per sfinimento, fino a che delle due l'una: o cedi oppure lo segnali e lo cassi (quando e se possibile) nella lista nera dei rompicojoni, così è sicuro che te lo sei tolto per sempre dalle palle.

Ora, qual è la mia riflessione? 

Presto detto.

Perché?

Perché se e quando trattate con un commerciante o un bottegaio siete tutti disposti a cacciare quattrini, qualunque cifra vi venga richiesta, senza fiatare e senza troppo sindacare sulla qualità della merce proposta (altra cosa che mi urta violentemente i nervi), mentre quando trattate con dei privati, vi sentite tutti in diritto - anzi: in dovere - di comportarvi come rabbini o come beduini alla casba?

Davvero pensate che - quando decidiamo il prezzo di vendita - lo facciamo così, ad cazzum o per sport e che non c'è dietro un ragionamento che prende in considerazione tutta una serie di fattori quali: rarità e condizioni dell'oggetto, richiesta e disponibilità sul mercato dello stesso ed in ultimo la giusta aspirazione ad un minimo margine di profitto, visto che la roba che vendiamo non l'abbiamo rubata ma comunque acquistata e pagata a suo tempo?

Allora perché fate regolarmente queste proposte che rasentano l'insulto, manco fossimo dei poveri deficienti o peggio, dei ricettatori, ergo, perché certe offerte irrinunciabili non le fare anche ai bottegai, specialmente quando sparano cifre veramente fuori del mondo?

Perché mi dovete costantemente far perdere tempo ed infastidirmi? O pensate davvero che ci sia da parte mia un qualche obbligo a vendervi qualcosa solo perché avete avuto la faccia (da culo) di farvi avanti?

A tal proposito non mi scorderò mai il tizio che, l'anno scorso, mi ha attaccato una pippa micidiale perché pretendeva che gli cedessi un pezzo al suo prezzo, anziché a quello stabilito da me, pur sapendo benissimo che non solo io avevo in quel momento già il prezzo più basso di tutto il web ma che il mio concorrente più prossimo - manco a dirlo, un bottegaio - voleva praticamente il doppio per un pezzo usato, mentre il mio era ancora nuovo incellofanato!

Dopo non so quanti tentativi, alla fine se ne esce con la madre di tutte le puttanate: "Tu non hai voglia di vendere, allora toglilo dal mercato altrimenti..."

Altrimenti... cosa, testa di cazzo?

IO se permetti vendo dove, come, quando e a chi cazzo mi pare, non lo decidi tu né nessun altro. Tra l'altro cos'è questa, una minaccia?

Potete immaginare com'è andata a finire ma ve lo dico lo stesso a scanso di equivoci: prontamente segnalato, con tanto di screenshots alla assistenza clienti della piattaforma (in questo caso, Subito.it), dove mi hanno prima rassicurato sul fatto che io ed io solo posso decidere se e a chi vendere o anche regalare la mia roba e che sarebbero stati presi provvedimenti.

Incredibile ma vero, dopo nemmeno dieci minuti dalla mail di risposta, l'utOntO in questione... non era più tra noi, non so se mi si piega...

 

venerdì 22 settembre 2023

Eataliani, popolo di santi, poeti, navigatori...


 ...nonché di cialtroni impenitenti, millantatori senza ritegno e truffatori senza scrupoli!

Torno fresco fresco dai miei (in)soliti giri e vengo letteralmente assalito dal cane da guardia ukrajino in preda al panico.

Poverino, non è aduso, costui, alle metodologie - vecchie e nuove - degli eatalici lestofanti, quelli cioè che usano amene storielle strappalacrime da libro cuore per scucire quattrini agli ottuagenari rimminchioniti con la prostata e alle vecchie nonne rinfanciullite, quindi è ovvio che se si vede recapitare un plico con su scritto: URGENTE/APPELLO IMPORTANTE pensi si tratti davvero di qualcosa di urgente e/o importante.

Visto che la busta non è indirizzata al sottoscritto ma al di lui genitore, con le dovute cautele la consegno al destinatario che - altrettanto ovviamente - resta quanto meno interdetto.

Chi è 'sta gente ma soprattutto che cacchio vuole?

Facile: la prima cosa che scappa fuori dalla busta è infatti un bel bollettino postale premarcato ma soprattutto (e per me questo è ancor più grave) bello che impostato con tanto di nome, cognome, indirizzo e tutto l'ambaradam relativo al vecchio, segno che l'Operazione Fesso è stata ben studiata a tavolino con ampia fornitura di dati personali e dal momento che il vecchio non è digitalmente strutto - capeesc'a'mme - va da sé che qualcun altro ha fornito a questi maramaldi tutte le informazioni pertinenti... ed io ho anche il vago sospetto di sapere chi possa essere stato ma - in assenza di prove - mi taccio per non mettermi a rischio di essere a mia volta tacciato di diffamazione.

Ora, che nella nostra posta capiti questo ed altro è ormai diventata una cosa talmente comune che normalmente nemmeno ci si fa più tanto caso. Ma che si miri appositamente - come dicevo sopra - a gente che, nella maggior parte dei casi, fa parte dei cosiddetti soggetti a minorata difesa per turlupinarli ed approfittare del loro buon cuore e della carità cristiana è roba che davvero mi manda fuori dai gangheri.

Come mai, mi chiedo e vi chiedo, queste amene missive non vengono indirizzate mai a quelli come me, cioè persone consapevoli e capaci di intendere e di volere?

Tra l'altro, tutta 'sta gente, ma chi se l'è mai inculata?

Ora, come dicevo sopra, quando vedo 'sta roba e leggo certe corbellerie, la prima tentazione, se sono in buona, è di farmi una risata; se mi gira meno bene, mi scappa come minimo un bestemmione e l'ambaradam finisce direttamente nel cestino della carta straccia.

Ma soprattutto, se sei davvero una ONLUS con intenti benefici/caritatevoli, che senso ha spendere tutti questi soldi (perché carta, stampa, gadget e spedizione hanno un costo e nemmeno poi così irrisorio - a meno che qualcuno non ti fornisca il servizio gratis ma anche lì...) per cercare di intortare la gente?

Non sarebbe meglio se i quattrini che hai cercassi di investirli sul serio in opere pie ergo farti conoscere per mezzo di organizzazioni già radicate sul territorio che possono anche fare da garante sulle tue intenzioni e finalità?

E invece no, manco per il... e questo dimostra solo quel che scrivevo nel mio incipit: che sei un cialtrone, millantatore e paltoniere!

domenica 20 agosto 2023

Obsolescenza Programmata? Sì, ma... da chi?


 Torno su questa pagina dopo uno iato di mesi, non me ne vogliate ma - con tutti i guai passati, presenti e (probabilmente, se tanto mi da tanto) futuri del sottoscritto - avevo quasi obliato di avere ancora in piedi questo blog, tanto più che tutte (o quasi) le attività social del qui presente hanno collassato o sono state chiuse d'autorità, sicché sono tornato praticamente agli albori dell'era internet da questo punto di vista.

Visto e considerato però che qui esisto ancora e che è una vita che non posto qualcosa, ho pensato di rendervi edotti, in qualità di servizio ai naviganti, sull'ultima, ennesima porcata che mi è stata inflitta assai di recente dall'associazione a delinquere di strozzini legalizzati che - non contenti di avermi/ci sgrassati senza pietà, con l'aperta complicità del Regime prima e dell'attuale governicchio faSista ora - ha pensato bene di aggiungere l'ennesima ingiuria al danno con l'ultima alzata di ingegno concernente l'home banking.

Dal momento che si dice il peccato e non il peccatore, sappiate che la (dis)pregiatissima Intesa/SanPaolo dopo aver costretto l'utenza all'utilizzo coatto dell'intelligofonino, pena l'impossibilità di accedere ai servizi di sportello telematico di cui sopra, ha pensato bene - sempre unilateralmente e Cicero pro domo soja - di imporre a questa stessa utenza un bel... cambio di tecnologia, sotto forma di uno smartphone non solo nuovo di pacca bensì pure aggiornato alla versione più recente possibile del sistema operativo - anche qui, rigorosamente Android - sempre per garantire le funzionalità e/o l'accesso al home banking.

Infatti, a partire da questo mese, chiunque non adotti/possegga un terminale con sistema operativo Android 8+ si vedrà negato l'accesso sia alla app della banca che al portale internet della stessa, poiché per l'accesso al sito non vanno più bene le comuni procedure di nome utOntO e password, no: devi farti autenticare l'accesso via smartphone, utilizzando, per l'appunto, la fottuta app della banca, cioè la stessa che - se non cambi ipso facto telefono - non puoi più usare!

Praticamente un uroboros senza via di uscita e per quanto mi è dato sapere, questi ammassi semoventi di ladresca materia organica anfibia sono stati gli unici in Eatalia - per non dire in tutto il fottuto consesso di grassatori della BCE - ad applicare questa zozzeria, perché tutti gli altri istituti di (dis)credito, ben consci che oltre i 2/3 dell'utenza sono composti da ottuagenari prostatici rinfanciulliti, si sono ben guardati dall'imporre una porcata simile.

Ah, ma c'è di più - e di peggio: se non vuoi sottoporti a questa ennesima soperchieria, puoi sempre optare per la soluzione B: ti abboni al servizio di messaggistica della banca - a 10 pleure/anno - così ogni volta che ti serve di accedere al sito (o compiere una qualsivoglia operazione da remoto), ti inviano una comoda OTP (One Time Password per i non addetti ai lavori); sì, al modico costo di 10 centesimi/password

Comodo, comodissimo, specialmente tenuto conto che il famigerato portale online della Intesa sono più le volte che collassa di quelle che funziona, quindi utilizzarlo con questo simpatico metodo vuol dire esporsi ad un esborso continuo che - 10 cent + 10 cent + 10 cent - alla fine dell'anno diventano decine di euro di spese, specialmente se il conto online lo usi anche per bonifici, pagamenti e quant'altro, visto che ad ogni, singola operazione, ti viene richiesta l'autenticazione.

Morale della favola, il sottoscritto, che lo smartphone ce l'ha e lo usa, per carità, ma che praticamente da sempre li usa di seconda mano ergo quelli che vengono dismessi da amichi e parenti - che essendo invece molto mainstream, li cambiano con la stessa frequenza con cui io mi cambio i pantaloni - trovandomi benissimo ed usandoli, tra l'altro, per anni di fila, fino alla loro morte naturale o perché irrimediabilmente obsoleti e quindi non più utilizzabili, alla faccia della Von der Leyen e della sua ganga di €urodecerebrati, che a chiacchiere hanno risolto il problema delle cataste di terminali dismessi ma di fatto siamo ancora sommersi da questo ciarpame, visto che nulla hanno fatto/voluto fare per ovviare alle porcate di banche e altre entità varie.

Figuratevi quindi con quale animo mi sono dovuto pure sbrigare a trovare ed acquistare un orpello nuovo di pacca, proprio io che questi giocattoli li odio cordialmente, che non c'ho mai speso più del minimo indispensabile e sempre e solo perché costretto.

Alla fine, dopo un primo tentativo con un sinofonino a basso costo ma strepitoso (almeno sulla carta) ma fallito miseramente per insipienza del venditore e del distributore (il sor Bezos e i suoi imbelli scherani, se non si fosse capito), sono ripiegato sul sicuro e conosciuto, pagandolo un botto di più ma almeno con la (quasi) certezza che non mi avrebbe dato rogne e fatto patire le forche caudine.

È l'aggeggio che vedete in fotografia, a corredo del post.

Ma non è finita qui, perché, estrema ingiuria dopo il danno, quando si è trattato di riattivare la fottuta app della banda di grassatori, ho scoperto che non mi permetteva di validare l'installazione.

Non la voglio fare troppo lunga, quindi vi dico solo che - per la dabbenaggine dell'impiegato col quale ho trattato l'ultima volta che sono stato costretto a cambiare intelligofonino - il mio numero di telefono, essenziale per il riconoscimento e funzionamento della app, anziché sostituito a quello precedentemente in uso, è stato inserito in un nuovo profilo, andando quindi in conflitto con le credenziali registrate sui server dell'Intesa.

Come cavolo abbia potuto continuare ad usare la app negli ultimi due anni è un mistero insondabile perfino dai bancari stessi, fatto sta che la magagna è venuta fuori quando ho dovuto fare questa Operazione Cicero.

Morale della favola: ennesima transumanza - zoppicando in salita con le stampelle - fino alla banca per poi passarci l'intera mattinata alla affannosa ricerca del busillis per venire a capo di questo ennesimo gran casino.

E tutto per le sAghe mentali di questa banda di mentecatti.

W L'EATALIA

...e tanti saluti pure a El donaldo...

  Alla luce dei recentissimi avvenimenti e dopo aver letto e ascoltato le roboanti dichiarazioni del POTUS, ritengo di poter affermare, senz...