lunedì 13 novembre 2023

QUALCUNO LA FERMI!

 Possibilmente prima che ci trascini tutti nel regno di Ade!

Oh, non c'è verso: Georgia al-Melonabbash non sente ragioni. 

Ha deciso che DEVE assolutamente impicciarsi di cazzi che non la riguardano e completare il piano criminale - ordito da Bruxelles e Francoforte con la colpevole , fattiva collaborazione del dvce Conte Drakulia - e spennarci come polli! 

Adesso se n'è uscita - per bocca di quell'altro inutile disagiato mentale di Tajani - che vuole portarci in casa qualche altra vagonata di risorse boldriniane palestinesi per "curarle" qui da noi. 

Magari proprio i miliziani di Hamas ed i familiari degli stessi, sul quale - da perfetta schizofrenica - non fa che sputare veleno quando prende il sopravvento la personalità di Georgia Melewitz. 

Giustamente, dopo che gli ha appena detto buca con lo zombie infante britone,  doveva trovare un altro modo per sperperare risorse che - a dire dello stesso governo sFascista - NON abbiamo, evidentemente non bastavano i soldi del contribuente già sperperati per fornire assistenza fattiva e pedissequa agli sicari a stAlle e strisce dei nazisti con la kippah, spedendo quel che è di fatto un corpo di spedizione in Medio Oriente ad impicciarsi di cazzi che non riguardano né lei, né tanto meno il popolo italiano, tant'è che siamo gli unici che abbiano preso una simile iniziativa in tutto l'orbe occidentale e questo dopo aver già sperperato miliardi per supportare il bellicoso regime dei neonazisti gialloblu di Zelen'skyj, gli stessi che - guarda un po' il caso - hanno de facto sabotato le infrastrutture energetiche €uropee lasciando proprio i suoi mandanti germanici col culo in terra!

Continuiamo così, che va benissimo: dritti verso il baratro, come i lemming...


giovedì 9 novembre 2023

La Fiera degli imbecilli


 Per la serie: tutti io me li capo i disadattati (e pure idioti), quel che ho da raccontarvi oggi credo rasenti veramente l'epitome della stupidità e/o della dabbenaggine il tutto, come sempre, concentrato in un lasso di tempo assai breve e - come sempre, quando si parla di guai - a coppie come le ciliegie e i carabinieri.

Partiamo dal primo caso, cui si riferisce la fotografia a corredo del post: alla fine del mese scorso, dopo eoni che non spendevo più un centesimo, mi faccio partire un embolo e nel corso di un fine settimana mi spendo anche il deficit (per modo di dire, visto che ho preso tutta roba estremamente low cost e dopo un estenuante pomeriggio di ricerche sul web) ed ordino una carrettata di Sacri Testi, dopodiché mi pongo pazientemente in attesa che arrivino.

Aspetta tu che aspetto anch'io, qui dopo quasi due settimane di attesa non si vede nulla. Dal momento che (quasi tutte) le spedizioni sono tracciabili - o presunte tali - mi faccio il mio solito tour di controllo, utilizzando sia gli strumenti forniti dal web sia le pagine di tracking dei vari spedizionieri e mi rendo conto che dev'esserci stata una moria o che dev'essere in corso uno sciopero a livello globale, perché non c'è una spedizione che sia in orario.

A questo punto comincio anche contattare - ove possibile - i vari servizi d'assistenza e quando mi rispondono picche perché sono il destinatario e non il mittente, mi rivolgo a chi 'sta roba me l'ha venduta e spedita.

Il caso più emblematico è proprio quello del venditore eatalico, la cui spedizione è rimasta incastrata allo smistamento di Fiumicino, ovviamente senza sapere il perché o percome, visto che - se chiami l'assistenza clienti - cascano sempre dal pero. Per il discorso di cui sopra, contatto chi di dovere chiedendogli di richiamare il call center delle Poste e farsi dire qualcosa.

48 ore dopo la mia richiesta - cioè oggi - arriva finalmente l'agognato plico e qui comincia il delirio!

Grazie al cazzo, che il pacco s'è incastrato durante la lavorazione, siamo nel 2023, brutta miseria, ed il plico è stato affrancato (ma perché, davvero esistono ancora i francobolli!?) con il controvalore espresso in LIRE (sì, avete inteso bene e potete constatarlo coi vostri occhi); per aggiungere ingiuria al danno, sul pacco manca la dicitura Piego di Libri R. - che lo qualifica come spedizione raccomandata ma il top è l'assenza di qualsivoglia informazione sul mittente dello stesso.

Per farla breve, questo plico non avrebbe dovuto mai lasciare l'ufficio postale, anzi: non lo avrebbero proprio dovuto accettare ma si sa che negli ameni paeselli del centro Eatalia, dove si conoscono tutti, si sorvola spesso e volentieri su queste quisquilie come il rispetto dei regolamenti postali, sicché...

Il secondo caso invece riguarda sempre un burino, ma stavolta in uscita, nel senso che - alla fine del mese - gli ho spedito un pacco che, tra le fottute festività ed altre amenità varie, dopo una settimana - ed è stato spedito via corriere espresso - ancora non era arrivato.

Cosa fa l'imbecille? Chiede supporto? Interpella la filiale della (dis)pregiatissima BRT, tanto più che l'hanno contattato telefonicamente quasi una settimana prima per far presente che non l'avevano trovato all'indirizzo?

NO.

L'idiota apre una contestazione col risultato che le merde in salsa teutonica che ora controllano eBay mi bloccano l'account in attesa di dirimere la contesa.

Ovviamente, dopo aver verificato che in effetti c'è un problema, contatto il vergafanciullo per sollecitarlo a chiamare la filiale di zona della BRT per sapere come mai non abbiano consegnato, cosa, per altro, che avrebbe dovuto fare motu proprio come fanno tutte le persone dotate di buonsenso. Dal momento che il nostro invece è un subnormale, non solo non lo ha fatto ma persiste nel non farlo, anche dopo aver ricevuto il mio sollecito.

In compenso mi risponde che ha avuto l'abboccamento summenzionato col corriere ma anziché fornirgli indirizzo e chiedergli di portargli il pacco, evidentemente si è limitato a dirgli che l'indirizzo è sbagliato e così cosa poteva fare il corriere, se non tornare alla base con le pive nel sacco? 

Ed infatti così è stato.

Per una settimana.

A questo punto, mi attivo io anche se non mi spetterebbe, perché io al massimo posso sollecitare la restituzione al mittente ed infatti l'inesistente assistenza clienti ancora mi deve rispondere - e sono già passati quattro giorni da che ho aperto il ticket - cosicché, visto e considerato che io la spedizione l'ho acquistata tramite il famigerato gestore delle spedizioni de'stocazzo, mi appresto a contattare quest'ultimo perché passi la sveglia al corriere.

Ed è così che finisce la mia vita e comincia l'orrore del Deesagyo, perché loro - le merde umane del gestore - sanno benissimo cos'è successo e dov'è l'inghippo ma in una manifestazione di menefottismo livello PRO si sono ben guardati dall'intervenire; evidentemente aspettavano l'imbeccata o la manna dal cielo, tanto che gli fotte a loro? I soldi li hanno già incassati...

Anche qui, per farla breve, dopo qualche ora mi rispondono - vivaddio! - dicendomi che hanno già provveduto a strigliare lo spedizioniere. Infatti, di lì a 24 ore dopo, finalmente la spedizione si sblocca e va a buon fine... mentre invece spero che l'idiota che ha alzato tutta questa cagnara per nulla passi le prossime 96 ore al cesso con un attacco di cagotto a fischio!

Anche qui, com'è stato possibile un tale disguido, dal momento che i dati di spedizione vengono acquisiti automaticamente dal sistema?

Presto detto: per la Packlink (ahi! l'ho detto!) l'indirizzo è X (e l'ho verificato di persona) ma quando la BRT ha preso in carico la spedizione, la località si è misteriosamente tramutata in Y. Praticamente si tratta di due frazioni, una attaccata all'altra, che condividono - come molto spesso succede - il CAP del comune maggiore della zona.

Sarebbe bastato che il corriere avesse un briciolo di iniziativa in più ed il destinatario un po' di sale in zucca e tutto questo bordello non sarebbe mai accaduto.

Sapete però, qual è la cosa che più m'ha offeso?

Che l'imbecille, nonostante fosse tutto brillantemente risolto, ha aspettato che gli passasse la sveglia il sottoscritto - dopo otto ore - perché si decidesse a chiudere la controversia. Evidentemente il meschino è abituato a trovarsi sempre la pappa pronta e si pensa che tutte le cose si risolvano da sé...



mercoledì 1 novembre 2023

L’uovo di Colombo (per la serie: quando volete, potete)


 Finalmente ci sono arrivati, ce n’è voluto ma meglio tardi che mai. Parlo ovviamente di Amazon e dei suoi vari dispositivi Fire-TV, tutti regolarmente dotati di sola scheda di rete wi-fi, che da qualche tempo a questa parte stanno dando parecchi problemi, non per difetto di progettazione o hardware tout court (anche se il problema del surriscaldamento, con periferiche tanto piccole e prive di qualsivoglia forma di ventilazione, è sempre presente) ma perché la stragrande maggioranza dei provider telefonici si è sbrigata a sostituire i “vecchi” router con wi-fi integrato a 2,44 Ghz con quelli “nuovi” e assai più performanti (ma solo sulla carta) in doppia banda 2,44/5 Ghz che stanno dando problemi a non finire proprio con il trasmettitore wi-fi incorporato ed il tutto – a mio modo di vedere e viste le mie esperienze pregresse in merito – al solo scopo di convincerti a sottoscrivere un nuovo – e più oneroso – contratto per qualche forma di SUPER-WIFI o altre menate simili.

Risultato concreto: le periferiche senza fili che prima funzionavano senza fallo, adesso si perdono in continuazione il segnale, si piantano 2 volte su 3 e ti rendono la vita impossibile.

Tanto per rimanere sul concreto, sono mesi che – ogni volta che desidero guardare qualcosa tramite la mia classica Fire-TV stick – sono costretto a resettare il terminale e/o il router – spesso entrambi – altrimenti delle due l’una: o lascio perdere e trovo un altro modo per passare la serata oppure sono costretto ad utilizzare Prime Video sul laptop, il che vuol dire lampadarsi le retine per una visione sub-standard e questo solo perché tutti i PC di casa sono cablati!

Questo nuovo orpello, scoperto praticamente per caso, è la ovvia e logica risposta al problema che evidentemente non è solo del sottoscritto: una scheda di rete Ethernet che ti permette finalmente di poter usufruire della Fire-TV stick come se si trattasse di uno dei tanti Smart-TV Box oggi in commercio.

Col senno di poi, sarebbe stato carino che Amazon avesse proposto a tutti gli utenti dei suoi dispositivi TV questo accessorio come upgrade non dico a costo zero ma quasi, includendolo e/o incorporandolo direttamente anche nei nuovi modelli di terminale oggi in vendita ma tant’è; fortunatamente il prezzo è abbastanza abbordabile e visto che ti risolve un grosso problema, permettendoti di sfruttare al meglio il tuo abbonamento, è a dir poco impagabile!

Come sempre, resta solo da verificare come si comporterà sul medio-lungo periodo ma per il momento – ad un mese esatto da che l’ho acquistato – devo dire che sta andando più che bene: risolti i problemi di continuo reset, migliorata – e di molto – la qualità della visione, ridotti pressoché a zero gli errori di sincronizzazione tra video e audio ma soprattutto la Fire-TV stick non si pianta più come un mulo ad ogni stormir di fronda e se tanto mi da tanto, credo che la cosa dipenda dal fatto che l’alimentazione della stessa non è più diretta – con gli evidenti problemi di surriscaldamento di cui sopra, specialmente a terminale inattivo – bensì passa attraverso la periferica di rete.

Insomma, in parole povere, una salvata!

venerdì 13 ottobre 2023

Ma che lo fate a fare...

 ...se poi non siete in grado di portare a termine la mirabolante impresa?

Pregunta tutt'altro che peregrina, alla luce della mia recentissima esperienza con la tanto pubblicizzata iniziativa del Amazon Prime Day dove sei tu che sei speciale!

Sì, soprattutto ti senti specialmente preso per il culo, visto che ogni santa volta che lanciano queste loRdevoli iniziative c'è puntualmente qualcosa che va a donnine di facili costumi ma questa volta abbiamo davvero battuto ogni record.

Sei su sei. Nel senso che ho ordinato sei prodotti e non ne ho ricevuto nemmeno uno.

Spiegazioni? Nessuna.

Scuse? Poche, ciclostilate e inviate di malavoglia fuori tempo massimo. La realtà, per come la vedo io, è che questi ordini non sono mai stati evasi, con ogni probabilità i pacchi non hanno mai lasciato l'area di carico del magazzino, altrimenti non si spiega come mai il tracciamento della spedizione - affidato alle (in)capaci mani di Poste Eataliana - risultasse come inesistente/non disponibile pressoché da subito.

La presa in giro finale è arrivata oggi, poco dopo l'ora di pranzo, con una amena mail che mi confermava la presa in carico del reso dei prodotti da me ordinati.

Quale reso, prego? Perché per rendere qualcosa, uno deve averla prima ricevuta a casa mia ma non mi risulta proprio che sia mai arrivato nulla, così come il sottoscritto non ha avviato alcuna procedura di reso.

Ah, ma... vuoi vedere che con "reso" intendono dire: ti stiamo rimborsando perché siamo una manica di fancazzari incapaci e menefottisti e così ci leviamo dall'impaccio senza colpo ferire o farti fiatare?

Peccato che a me quella roba servisse ma che ho deciso di prenderla online solo perché era fortemente scontata. Se devo pagarla a prezzo pieno, se permetti, caro Jeff, la vado a prendere dove e da chi dico io, almeno così posso constatare di persona se è il real McCoy, come dicono gli WASP.

È ormai acclarato da lunga pezza che non puoi più fidarti di nessuno ma da due anni a questa parte con l'organizzazione di spacciatori che fu di Bezos è davvero un merdone dietro l'altro!

Il Re è morto! Lunga vita al Re!

martedì 26 settembre 2023

Perché?...


 Piccola riflessione di fine giornata per un problema ormai annoso del sottoscritto, che si protrae ormai da quasi 20 anni, cioè da quando decisi di darmi alla vendita online in prima persona, passando per ogni tipologia di piattaforma, da quelle più note a quelle ormai defunte. In tutti i casi, comunque, mi è sempre capitato di avere a che fare con gente che ti fa delle vere e proprie proposte indecenti sui beni e le merci che offri.

Ora, agli inizi della carriera, quando le compravendite tra privati avvenivano, per l'appunto, esclusivamente tra privati, era prevedibile, previsto e preventivato che la gente cercasse di tirare l'acqua al suo mulino, è una cosa lecita e accettabile, in via generale.

Non lo è più, però, quando l'offerta va oltre il massimo ribasso, quasi a dire: ma sì, va, pigliate 'sti ddu' spicci, perché tanto ti valuto. Se stessimo parlando di robetta, anche se troverei comunque la cosa un tantino offensiva, potrei anche farmici una risata, ma non quando stiamo parlando di oggetti rari, pregiati, ovvero molto richiesti dal mercato, cioè l'80% della merce che tratto, in quanto il mio settore d'elezione è il collezionismo e/o il retrogaming.

A questo punto, dal momento che questo atteggiamento è diventato abbastanza comune, specialmente su eBay mi è venuta una voglia irrefrenabile di togliermi qualche sassolino dalla scarpa, specialmente dopo i fatti di questa sera, che sono stati una vera e propria cartina di tornasole.

Mi è infatti pervenuta una proposta di acquisto da parte di un pregiatissimo utOntO germanico - e non è la prima volta, purtroppo! - pari a circa 2/3 del prezzo di vendita attuale dell'oggetto in questione, una figure da collezione, tra l'altro fuori catalogo ormai da un lustro se non più.

Dal momento che oggi non ho particolarmente voglia di mercanteggiare, né tanto meno di rimasticarmi il fegato, l'ho cassata tout court.

Pochi minuti dopo, il tizio reitera l'offesa (perché tale la considero, quando mi richiedi sconticini del 25, 30 o 50%) e questa volta - oltre al rifiuto - allego anche un messaggio, sperando che capisca l'antifona una volta per tutte: ritenta ancora ma stavolta proponi qualcosa di più congruo.

Manco due minuti dopo, ennesimo messaggio del gasbetone germanico e stavolta mi sono davvero girati vorticosamente i coglioni: nuova offerta con una differenza di ben 5 ricche pleure rispetto alla precedente, come dire che delle due l'una: o non c'hai capito un cazzo di quel che t'ho scritto nemmeno due minuti fa, oppure - e peggio - mi stai platealmente ignorando e questo sì che mi offende sul serio!

Per tagliare la testa al toro, stavolta gli invio la mia controproposta con un messaggio inequivocabile (o almeno questa era la mia speranza): Ciccio, la vedi questa cifra? Bene, fissatela nella zucca, perché a meno di questa la roba non te la do manco se cominci a rimbalzare come una pallina magica!

A quando pare, alla fine il messaggio è arrivato, perché almeno questo è sparito... ma purtroppo questo caso è l'eccezione, piuttosto che la regola, perché c'è chi ci rintrinseca ancora e ancora e ancora, cercando di prenderti per sfinimento, fino a che delle due l'una: o cedi oppure lo segnali e lo cassi (quando e se possibile) nella lista nera dei rompicojoni, così è sicuro che te lo sei tolto per sempre dalle palle.

Ora, qual è la mia riflessione? 

Presto detto.

Perché?

Perché se e quando trattate con un commerciante o un bottegaio siete tutti disposti a cacciare quattrini, qualunque cifra vi venga richiesta, senza fiatare e senza troppo sindacare sulla qualità della merce proposta (altra cosa che mi urta violentemente i nervi), mentre quando trattate con dei privati, vi sentite tutti in diritto - anzi: in dovere - di comportarvi come rabbini o come beduini alla casba?

Davvero pensate che - quando decidiamo il prezzo di vendita - lo facciamo così, ad cazzum o per sport e che non c'è dietro un ragionamento che prende in considerazione tutta una serie di fattori quali: rarità e condizioni dell'oggetto, richiesta e disponibilità sul mercato dello stesso ed in ultimo la giusta aspirazione ad un minimo margine di profitto, visto che la roba che vendiamo non l'abbiamo rubata ma comunque acquistata e pagata a suo tempo?

Allora perché fate regolarmente queste proposte che rasentano l'insulto, manco fossimo dei poveri deficienti o peggio, dei ricettatori, ergo, perché certe offerte irrinunciabili non le fare anche ai bottegai, specialmente quando sparano cifre veramente fuori del mondo?

Perché mi dovete costantemente far perdere tempo ed infastidirmi? O pensate davvero che ci sia da parte mia un qualche obbligo a vendervi qualcosa solo perché avete avuto la faccia (da culo) di farvi avanti?

A tal proposito non mi scorderò mai il tizio che, l'anno scorso, mi ha attaccato una pippa micidiale perché pretendeva che gli cedessi un pezzo al suo prezzo, anziché a quello stabilito da me, pur sapendo benissimo che non solo io avevo in quel momento già il prezzo più basso di tutto il web ma che il mio concorrente più prossimo - manco a dirlo, un bottegaio - voleva praticamente il doppio per un pezzo usato, mentre il mio era ancora nuovo incellofanato!

Dopo non so quanti tentativi, alla fine se ne esce con la madre di tutte le puttanate: "Tu non hai voglia di vendere, allora toglilo dal mercato altrimenti..."

Altrimenti... cosa, testa di cazzo?

IO se permetti vendo dove, come, quando e a chi cazzo mi pare, non lo decidi tu né nessun altro. Tra l'altro cos'è questa, una minaccia?

Potete immaginare com'è andata a finire ma ve lo dico lo stesso a scanso di equivoci: prontamente segnalato, con tanto di screenshots alla assistenza clienti della piattaforma (in questo caso, Subito.it), dove mi hanno prima rassicurato sul fatto che io ed io solo posso decidere se e a chi vendere o anche regalare la mia roba e che sarebbero stati presi provvedimenti.

Incredibile ma vero, dopo nemmeno dieci minuti dalla mail di risposta, l'utOntO in questione... non era più tra noi, non so se mi si piega...

 

venerdì 22 settembre 2023

Eataliani, popolo di santi, poeti, navigatori...


 ...nonché di cialtroni impenitenti, millantatori senza ritegno e truffatori senza scrupoli!

Torno fresco fresco dai miei (in)soliti giri e vengo letteralmente assalito dal cane da guardia ukrajino in preda al panico.

Poverino, non è aduso, costui, alle metodologie - vecchie e nuove - degli eatalici lestofanti, quelli cioè che usano amene storielle strappalacrime da libro cuore per scucire quattrini agli ottuagenari rimminchioniti con la prostata e alle vecchie nonne rinfanciullite, quindi è ovvio che se si vede recapitare un plico con su scritto: URGENTE/APPELLO IMPORTANTE pensi si tratti davvero di qualcosa di urgente e/o importante.

Visto che la busta non è indirizzata al sottoscritto ma al di lui genitore, con le dovute cautele la consegno al destinatario che - altrettanto ovviamente - resta quanto meno interdetto.

Chi è 'sta gente ma soprattutto che cacchio vuole?

Facile: la prima cosa che scappa fuori dalla busta è infatti un bel bollettino postale premarcato ma soprattutto (e per me questo è ancor più grave) bello che impostato con tanto di nome, cognome, indirizzo e tutto l'ambaradam relativo al vecchio, segno che l'Operazione Fesso è stata ben studiata a tavolino con ampia fornitura di dati personali e dal momento che il vecchio non è digitalmente strutto - capeesc'a'mme - va da sé che qualcun altro ha fornito a questi maramaldi tutte le informazioni pertinenti... ed io ho anche il vago sospetto di sapere chi possa essere stato ma - in assenza di prove - mi taccio per non mettermi a rischio di essere a mia volta tacciato di diffamazione.

Ora, che nella nostra posta capiti questo ed altro è ormai diventata una cosa talmente comune che normalmente nemmeno ci si fa più tanto caso. Ma che si miri appositamente - come dicevo sopra - a gente che, nella maggior parte dei casi, fa parte dei cosiddetti soggetti a minorata difesa per turlupinarli ed approfittare del loro buon cuore e della carità cristiana è roba che davvero mi manda fuori dai gangheri.

Come mai, mi chiedo e vi chiedo, queste amene missive non vengono indirizzate mai a quelli come me, cioè persone consapevoli e capaci di intendere e di volere?

Tra l'altro, tutta 'sta gente, ma chi se l'è mai inculata?

Ora, come dicevo sopra, quando vedo 'sta roba e leggo certe corbellerie, la prima tentazione, se sono in buona, è di farmi una risata; se mi gira meno bene, mi scappa come minimo un bestemmione e l'ambaradam finisce direttamente nel cestino della carta straccia.

Ma soprattutto, se sei davvero una ONLUS con intenti benefici/caritatevoli, che senso ha spendere tutti questi soldi (perché carta, stampa, gadget e spedizione hanno un costo e nemmeno poi così irrisorio - a meno che qualcuno non ti fornisca il servizio gratis ma anche lì...) per cercare di intortare la gente?

Non sarebbe meglio se i quattrini che hai cercassi di investirli sul serio in opere pie ergo farti conoscere per mezzo di organizzazioni già radicate sul territorio che possono anche fare da garante sulle tue intenzioni e finalità?

E invece no, manco per il... e questo dimostra solo quel che scrivevo nel mio incipit: che sei un cialtrone, millantatore e paltoniere!

domenica 20 agosto 2023

Obsolescenza Programmata? Sì, ma... da chi?


 Torno su questa pagina dopo uno iato di mesi, non me ne vogliate ma - con tutti i guai passati, presenti e (probabilmente, se tanto mi da tanto) futuri del sottoscritto - avevo quasi obliato di avere ancora in piedi questo blog, tanto più che tutte (o quasi) le attività social del qui presente hanno collassato o sono state chiuse d'autorità, sicché sono tornato praticamente agli albori dell'era internet da questo punto di vista.

Visto e considerato però che qui esisto ancora e che è una vita che non posto qualcosa, ho pensato di rendervi edotti, in qualità di servizio ai naviganti, sull'ultima, ennesima porcata che mi è stata inflitta assai di recente dall'associazione a delinquere di strozzini legalizzati che - non contenti di avermi/ci sgrassati senza pietà, con l'aperta complicità del Regime prima e dell'attuale governicchio faSista ora - ha pensato bene di aggiungere l'ennesima ingiuria al danno con l'ultima alzata di ingegno concernente l'home banking.

Dal momento che si dice il peccato e non il peccatore, sappiate che la (dis)pregiatissima Intesa/SanPaolo dopo aver costretto l'utenza all'utilizzo coatto dell'intelligofonino, pena l'impossibilità di accedere ai servizi di sportello telematico di cui sopra, ha pensato bene - sempre unilateralmente e Cicero pro domo soja - di imporre a questa stessa utenza un bel... cambio di tecnologia, sotto forma di uno smartphone non solo nuovo di pacca bensì pure aggiornato alla versione più recente possibile del sistema operativo - anche qui, rigorosamente Android - sempre per garantire le funzionalità e/o l'accesso al home banking.

Infatti, a partire da questo mese, chiunque non adotti/possegga un terminale con sistema operativo Android 8+ si vedrà negato l'accesso sia alla app della banca che al portale internet della stessa, poiché per l'accesso al sito non vanno più bene le comuni procedure di nome utOntO e password, no: devi farti autenticare l'accesso via smartphone, utilizzando, per l'appunto, la fottuta app della banca, cioè la stessa che - se non cambi ipso facto telefono - non puoi più usare!

Praticamente un uroboros senza via di uscita e per quanto mi è dato sapere, questi ammassi semoventi di ladresca materia organica anfibia sono stati gli unici in Eatalia - per non dire in tutto il fottuto consesso di grassatori della BCE - ad applicare questa zozzeria, perché tutti gli altri istituti di (dis)credito, ben consci che oltre i 2/3 dell'utenza sono composti da ottuagenari prostatici rinfanciulliti, si sono ben guardati dall'imporre una porcata simile.

Ah, ma c'è di più - e di peggio: se non vuoi sottoporti a questa ennesima soperchieria, puoi sempre optare per la soluzione B: ti abboni al servizio di messaggistica della banca - a 10 pleure/anno - così ogni volta che ti serve di accedere al sito (o compiere una qualsivoglia operazione da remoto), ti inviano una comoda OTP (One Time Password per i non addetti ai lavori); sì, al modico costo di 10 centesimi/password❗

Comodo, comodissimo, specialmente tenuto conto che il famigerato portale online della Intesa sono più le volte che collassa di quelle che funziona, quindi utilizzarlo con questo simpatico metodo vuol dire esporsi ad un esborso continuo che - 10 cent + 10 cent + 10 cent - alla fine dell'anno diventano decine di euro di spese, specialmente se il conto online lo usi anche per bonifici, pagamenti e quant'altro, visto che ad ogni, singola operazione, ti viene richiesta l'autenticazione.

Morale della favola, il sottoscritto, che lo smartphone ce l'ha e lo usa, per carità, ma che praticamente da sempre li usa di seconda mano ergo quelli che vengono dismessi da amichi e parenti - che essendo invece molto mainstream, li cambiano con la stessa frequenza con cui io mi cambio i pantaloni - trovandomi benissimo ed usandoli, tra l'altro, per anni di fila, fino alla loro morte naturale o perché irrimediabilmente obsoleti e quindi non più utilizzabili, alla faccia della Von der Leyen e della sua ganga di €urodecerebrati, che a chiacchiere hanno risolto il problema delle cataste di terminali dismessi ma di fatto siamo ancora sommersi da questo ciarpame, visto che nulla hanno fatto/voluto fare per ovviare alle porcate di banche e altre entità varie.

Figuratevi quindi con quale animo mi sono dovuto pure sbrigare a trovare ed acquistare un orpello nuovo di pacca, proprio io che questi giocattoli li odio cordialmente, che non c'ho mai speso più del minimo indispensabile e sempre e solo perché costretto.

Alla fine, dopo un primo tentativo con un sinofonino a basso costo ma strepitoso (almeno sulla carta) ma fallito miseramente per insipienza del venditore e del distributore (il sor Bezos e i suoi imbelli scherani, se non si fosse capito), sono ripiegato sul sicuro e conosciuto, pagandolo un botto di più ma almeno con la (quasi) certezza che non mi avrebbe dato rogne e fatto patire le forche caudine.

È l'aggeggio che vedete in fotografia, a corredo del post.

Ma non è finita qui, perché, estrema ingiuria dopo il danno, quando si è trattato di riattivare la fottuta app della banda di grassatori, ho scoperto che non mi permetteva di validare l'installazione.

Non la voglio fare troppo lunga, quindi vi dico solo che - per la dabbenaggine dell'impiegato col quale ho trattato l'ultima volta che sono stato costretto a cambiare intelligofonino - il mio numero di telefono, essenziale per il riconoscimento e funzionamento della app, anziché sostituito a quello precedentemente in uso, è stato inserito in un nuovo profilo, andando quindi in conflitto con le credenziali registrate sui server dell'Intesa.

Come cavolo abbia potuto continuare ad usare la app negli ultimi due anni è un mistero insondabile perfino dai bancari stessi, fatto sta che la magagna è venuta fuori quando ho dovuto fare questa Operazione Cicero.

Morale della favola: ennesima transumanza - zoppicando in salita con le stampelle - fino alla banca per poi passarci l'intera mattinata alla affannosa ricerca del busillis per venire a capo di questo ennesimo gran casino.

E tutto per le sAghe mentali di questa banda di mentecatti.

W L'EATALIA

venerdì 30 dicembre 2022

Per la serie: Volere È Potere...

 ...e quando vogliono possono, eccome! Ecco a voi la mia ultima avventura.

Per fare breve una storia abbastanza lunga, che fa parte del capitolo (mai concluso) nostalgia fottuta e canaglia della mia miserevole esistenza, quest'oggi posso dire di aver avuto lo shock dell'anno, se non della vita, la dimostrazione fattuale e fattiva che anche - anzi: soprattutto - in Eatalia siamo perfettamente in grado di fare le cose presto e bene.

Si tratta dunque sempre di volontà (o meglio: cattiva volontà) il fatto che si sia celebri nel mondo per disservizi, disguidi e ritardi, perché quando ci si mettono, le cose funzionano e anche più che bene.

Questo discorso vale soprattutto per l'ente postale eatalico, atavicamente piagato da una fama sinistra - specialmente nei periodi a ridosso o a cavallo delle festività comandate - per quanto concerne smarrimenti, errori di consegna, disguidi e quant'altro.

Io stesso ne sono stato vittima, ancora una volta, non più tardi di un mese fa: correva il famigerato periodo del Black Friday e nonostante l'AD di Poste Eataliane si facesse bello in TV millantando potenziamenti esponenziali del servizio e la capacità di gestire nel migliore dei modi i millemila ordini spediti attraverso la rete postale, ho dovuto aspettare dieci fottuti giorni per ricevere un plico, spedito da oltremanica, dopo che allo smistamento centrale di Roma c'era stato (parole dell'operatore del Call Center con cui ho parlato) un piccolissimo disguido per cui lo avevano consegnato nei tempi previsti al portalettere, solo che era il postino del quartiere sbagliato, per cui era tornato in deposito e lì era rimasto fino a quando non mi sono fatto vivo per avere spiegazioni sull'incredibile ritardo e se del caso, sollecitare la consegna.

Oggi ho assistito esattamente all'opposto di questa vicenda: mi trovavo nell'androne del condominio, dove avevo appena salutato un utOntO di Subito.it al quale ho consegnato uno dei miei ammennicoli elettronici (ed ingombrante) in disuso ormai da parecchio tempo (e anche qui ci sarebbe parecchio da raccontare sulle traversie subite da questo implemento), in procinto di prendere l'ascensore per rientrare in casa, quando arriva trafelato un tizio carico di buste e pacchetti.

Il prode Ivan, instancabile cane da guardia dello stabile, mi si rivolge e mi fa: "arriva roba per te!" al che rispondo con il più classico dei "sSeee, magari... aspetto roba ma hai vojia te prima che arrivi..." quando il tizio esordisce con: "C'ho una cosa per un certo Altieri..."

OK, adesso hai tutta la mia attenzione, anche perché - ribadisco - aspetto roba ma realisticamente non prima della settimana prossima, sempre se tutto va bene.

E invece...

Ora, vi chiederete, che problema ci sarà mai? Può capitare che abbiano accelerato i tempi, dopotutto non hai detto tu stesso che Poste Eataliane si è vantato di aver potenziato al quadrato il servizio proprio per il periodo festivo?

Sì, va bene ma quando s'è visto mai un plico spedito tramite Poste (e non tramite corriere espresso) arrivare in meno di 24 ore?

Perché è questo che è successo: ieri sera, intorno alle 18:00, mi è arrivata la notifica di avvenuto ritiro del pacco da parte del venditore ed oggi, alle 16:05, me l'hanno consegnato.

Come potete vedere dalla foto in allegato, l'etichetta postale dice che il pacco è stato "accettato" dall'ufficio alle ore 19:16:28 del 29/12/2022.

Che sia un miracolo di capodanno oppure fusse che fusse la volta buona che davvero l'Eatalia abbia deciso di dotarsi di un servizio postale moderno ed efficiente, degno di un paese avanzato dell'Occidente?

A questo punto lascio davvero ai posteri l'ardua sentenza perché solo il futuro potrà dirci se è stato un classico caso semel in anno o se sia l'inizio di una nuova era.

lunedì 26 dicembre 2022

Per la serie: con amici (e parenti e conoscenti) come i miei, chi ha bisogno di nemici?

 Oggi andiamo un po' sul personale ma, se permettete, semel in anno licet togliersi qualche sassolino (diciamo pure un macigno da 2 quintali) dalla scarpa, anche da tutte e due, se necessario.

Parliamo ovviamente delle - purtroppo ancora in corso - festività natalizie o presunte tali. 

Non è che il natale degli ultimi 2 anni sia stato un tripudio di gioia, tutt'altro, ma almeno c'era la teribbuli pandemeea farlocca a fare da giustificativo per le pisciate all'ultimo secondo, le mancate visite e quant'altro; con la scusa di un tampone (fasullo) positivo, si potevano mandare serenamente a puttane settimane di preparativi ed infatti così è stato.

Ma quest'anno, tutti quanti, che scusa hanno avuto per comportarsi nei miei confronti come se fossi un paria o un reietto?

"Perché non vieni qui da noi?"

Fammici pensare su un momento... forse perché non sto bene e non sono in grado di guidare per 20 e rotti chilometri? E comunque dovreste saperlo tutti quanti che allo stato attuale, anche se volessi o potessi, ho sempre le onnipresenti palle al piede dei vecchi che non posso lasciare soli per un'intera giornata.

"Non ti fai più vedere, non partecipi più alle nostre loRdevoli iniziative...."

Come sopra: non sono in grado di andare liberamente in giro a farmi i cazzi miei, figuriamoci quelli degli altri, specialmente dall'altra parte di Roma!

Questo, in poche parole, è l'andazzo di questi ultimi mesi, specialmente dopo il mio ultimo ricovero d'urgenza in ospedale, evidentemente c'è qualcuno che si pensa che sia andato in vacanza, anziché a lottare per la mia vita attaccato ad una macchina.

Secondo me, in tutto questo, c'entra ancora il salveefeeko vakkeeno, nel senso che, tutti i miei (presunti) amichi, parenti e conoscenti, super-stravagynati, ormai hanno i neuroni completamente riassemblati dal fottuto farmaco RNA-ricombinante e quindi gli scoreggia il cervello!

A questo punto, avrei senz'altro preferito essere lasciato del tutto solo, almeno mi evitavo ulteriori sbattimenti e ropturae pallarum per preparare tutto l'ambaradam per la vigilia, col solito, prevedibile risultato che adesso ho frigo e congelatore stracolmo di (cospicui) avanzetti della cena della vigilia e me ne sarei potuto stare in santa pace per i cavoli miei.

Non parliamo poi della più che cospicua spesa per strenne e pensierini vari, che nessuno degli aventi vestito interesse si è poi minimamente interessato di venire a prendere; anche lì, che cazzo vuoi, che mi vesta da Natale Babbo o da re mago e te li venga a portare?

Tanto più che è più di un mese che mi tedi le gonadi dicendomi che "prima di natale ci vediamo", però hai dimenticato di dirmi di quale anno, visto che - alla fine - vi siete visti tutti in coro, sì, ma per i cazzi vostri e da un'altra parte.

"Eh, ma tu non sei venuto... che ti pesa il culo?"

Al che, giustamente, ma nemmeno ti rispondo perché altrimenti iniziamo la sagra delle bestemmie e sotto le feste comandate pare brutto, perché se non ci arrivi da solo, vuol dire che delle due l'una: o sei deficiente o sei un menefottista ed in entrambi i casi a questo punto meglio perdersi che ritrovarsi.

Per aggiungere l'ingiuria al danno, almeno se sto solo mi posso rilassare un attimo, giusto?

E invece no, manco per il cazzo, perché a... tenermi compagnia (indesiderata) e a farmi maledire in tutte le lingue a me note, vive e diversamente vive, ci hanno pensato i miei amabili vicini e dirimpettai, che si sono dati alla pazza gioia h24.

Sono due fottuti giorni che non c'è verso di rilassarsi un momento, anche perché, nel deserto generale (e sì, qui so' tutti morti di fame, porelli, per le feste so' scappati tutti!) ci ha pensato la solita congrega di cafoni mentulocefali a fare un bordello del diavolo e a farmi venire il mal di fegato.

Oggi pare che siano tutti in coma etilico e/o glicemico, per mia fortuna, e a parte qualche frenastenico furibondo che strilla come un'oca del Campidoglio, c'è un (relativo) silenzio in questa Land of Deesagyo... speriamo solo che continui così e che anche quest'anno possa dire, con le immortali parole del compianto Riccardo Garrone...


sabato 24 dicembre 2022

Alla faccia dell'Unione €uropea...

 ...della von der Leyen e di tutte le fregnacce – digitali e non – che lei e gli altri €urostolti sparano in continuazione.

Come dico sempre: se si governasse con le ordinanze e i buoni propositi, vivremmo in paradiso ed infatti sono qui, quale vittima e testimone in prima persona dell’inutilità di tutte le €urochiacchiere dell’€uroparlamento (che tra l’altro non mi pare che se la stia passando troppo bene ultimamente e visti gli altarini che son venuti fuori, adesso mi spiego tante cosette), nello specifico, le più recenti, concernenti la longevità ed il recupero di “terminali” e dispositivi elettronici vari all’interno della U€.

Sì, sto parlando proprio di cellulari, computer, tablet, palmari e tutta quell’elettronica di consumo che tanto va per la maggiore e che si sta accumulando giorno dopo giorno nelle discariche di mezzo mondo – Eatalia compresa – e tutto per una sola ragione: obsolescenza programmata, cioè quella vera e propria truffa attuata da tutti i produttori mondiali, nessuno escluso, specialmente al di là degli stagni Atlantico e Pacifico, per cui di punto in bianco apparecchi e dispositivi, altrimenti perfettamente funzionanti, devono essere gettati via perché semplicemente diventano “incompatibili” con gli “standard” introdotti ad arte, appunto, a scadenze programmate.

Ora, già abbiamo un enorme problema per smaltire tutta la morchia elettronica che si è cumulata negli ultimi 20-25 anni e non ci vuole un genio dell’ingegneria gestioAnale per capire che, di qui a 10-15 anni, saremo letteralmente sommersi da cataste di rifiuti tecnologici, per altro altamente inquinanti!

Da qui la loRdevole iniziativa €uropea riguardo il recupero, il riutilizzo e la standardizzazione di componenti ed accessori per tutti i tecno-giocattoli che piacciono tanto a grandi e piccini.

Peccato che, come il 90% delle €uroiniziative, sia un aborto alla nascita, perché il piccolo, insignificante problema – ed è sempre lo stesso! - è che non siamo noi che produciamo/gestiamo questa roba, ma gli Han, i Minguk e (ultimi in classifica) gli ameridioti, cioè proprio quelli che se la sono inventata, l’obsolescenza programmata e l’hanno implementata in tutto il mondo senza che nessuno dicesse “ah!”.

E sinceramente trovo alquanto difficile per la povera, piccola €uropeetta, costringere i summenzionati colossi ad ottemperare ai suoi pii desideri.

Certo, ci sarebbe sempre la soluzione autarchica: si sfanculano le major e si fanno circolare sul mercato solo apparecchi compatibili con le nuove specifiche €uropee prodotti in loco ma temo che ormai il divario tecnologico tra noi e loro sia diventato una voragine assai difficile da colmare, considerato soprattutto che negli ultimi 5 lustri abbiamo fatto a gara a chi dismetteva il proprio know-how e patrimonio industriale per trasferirlo all’estero, tutto in nome del lucro!

Ora, è vero che l’utOntO medio cambia citofonino (o PC, tablet o quello che è) con la stessa frequenza con la quale si cambia le mutande, così com’è noto che la maggior parte della gente – che non è tecnologicamente istruita – ad ogni minimo problema, anziché cercare di capire e/o risolvere, trova più facile gettare via il “vecchio” ed acquistare un prodotto nuovo.

Ammetto che, in caso di guasti, specialmente se seri, oggi come oggi convenga davvero di più cambiare che non riparare ma anche questo dipende dal fatto che i (cosiddetti) tecnici non sono più preparati/istruiti per aggiustare veramente l’oggetto e questo perché a monte le aziende produttrici mirano comunque a far acquistare i nuovi prodotti, anziché continuare a far funzionare i vecchi.

E anche qui, potrei anche starci.

il mio personale campionario
di novella immondizia elettronica
 


Ma quando hai un dispositivo ancora integro, perfettamente funzionante e ben tenuto, no, questa cosa mi da eminentemente in coolo ed è proprio ciò che sta accadendo a tutti i miei dispositivi e terminali, nessuno escluso.

Di fatto, dalla sera alla mattina, mi ritrovo in mano apparecchi che non accettano più aggiornamenti, applicativi o – nel caso degli e-book reader – file; sembra una follia ma è così.

Abbiamo cominciato con l’esautorazione dalla rete wi-fi (e pazienza, me ne farò una ragione) e siamo arrivati al “il tuo dispositivo non è compatibile con il prodotto che intendi acquistare” per cui, di fatto, posso usarli solo per leggere quanto già posseggo ma poco altro.

Ah, ma ci sono a prezzi scontaterrimi i nuovi Kindle di Amazon, che aspetti? Accatevillo!

Sì, come no: l’ultimo che ho acquistato (per mia madre e che ora mi è – come dire – tornato indietro) risale a meno di 5 anni fa e adesso praticamente è un ferrovecchio?

Non parliamo poi del mio cellulare: funziona perfettamente, anzi: funziona anche meglio di tanti apparecchi più recenti ma – ahimè! - ad ogni giorno che passa diventa sempre più difficile trovare applicativi che siano “compatibili” con il modello/versione del cazzocheselifrega, sciacalli che altro non sono!

Quando arriveremo agli applicativi “seri”, come quelli che concernono banca, posta, assicurazioni etc., sarò costretto a disfarmene, dopodiché dovrò semplicemente decidere se restare senza (cosa che – grazie al Renzismo e mai richiamato da alcun governo che gli è succeduto – è oggi impossibile a meno di voler diventare un paria) oppure se sperperare soldi che non ho e che probabilmente non avrò, per acquistare qualcosa di cui altrimenti non avrei alcun bisogno.

Alla faccia di UrZula e di tutta la sua €uroganga, appunto...

venerdì 2 dicembre 2022

Facciamo una cosa nuova questo Natale?…

...tipo, che so, una bella moratoria sugli acquisti online, specialmente per quanto riguarda quella certa qual multinazioAnale a stAlle e strisce che ancora va per la maggiore alle nostre latitudini.

Il perché di codesta, improvvisa decisione?

È presto detto: come forse ricorderete – difficile con la tritovagliatura gonadica su tutti i mezzi di (dis)informazione eatalici – è da poco finito il periodo del Black Friday che, quest’anno, a quanto pare, ha assunto numeri da record, vuoi perché la maggior parte degli eatalici acquirenti (che piange costantemente miseria) ha approfittato delle offerte ca nun se pozzono rRifiutari di tutte le maggiori catene e piattaforme di e-commerce nazioAnali, vuoi perché quest’anno quello che dovrebbe essere un giorno di offerte s’è dilungato per quasi due settimane, quindi hai voglia a fare click-click.

Il problema, però, è che le infrastrutture eataliche sono quel che sono ed hanno dimostrato, in questo periodo più che mai, tutte le loro carenze, tra disguidi, smarrimenti, ritardi ma soprattutto consegne effettuate ad mentula cameli da gente che evidentemente non ha voglia di fare il lavoro per cui viene pagata ovvero che sta facendo di tutto per perderlo, il lavoro!

Nel giro di pochi giorni – almeno per quanto mi concerne – ne sono successe di tutti i colori ma il top – come sempre e come vi ho reso già edotti – l’ha raggiunto Poste Eataliane con i suoi portalettere/spedizionieri ed il loro comportamento al limite dell’indecenza.

Quindi, visto che sono riusciti ad andare completamente nel pallone – per non dire nel panico! - con questo evento, non voglio nemmeno immaginare cosa mai saranno capaci di combinare da qui alle prossime due settimane, quando prevedibilmente ci sarà il picco degli ordinativi online per strenne, regali e acquisti natalizi dell’ultimo minuto.

Per questa ragione – e visto quanto accaduto negli anni scorsi, specialmente in questi ultimi due anni di pandemeea farlocca – dal momento che ho già abbastanza cazzi pel… di mio, ho deciso quest’anno a dicembre di evitare accuratamente qualsivoglia acquisto – specialmente se importante – online, così evitiamo di rimasticarci il fegato.

Questo vuol dire che – quest’anno – delle due l’una: o si smette di acquistare qualsiasi cosa fino a dopo l’epifania oppure ci si rassegna ad andare in giro per negozi e botteghe, come si faceva prima della famigerata era internet.

Dal momento che il vostro qui presente è riuscito a fare quasi tutto per tempo – o meglio: prima del tempo – non credo che sarà un problema; spero soltanto che non capiti a me qualche occasione di quelle ca’nun se pozzono rrifiutari, perché la cosa mi imbarazzerebbe, a dir poco, per non dire che mi metterebbe in seria difficoltà (non so se mi si piega)...

...e tanti saluti pure a El donaldo...

  Alla luce dei recentissimi avvenimenti e dopo aver letto e ascoltato le roboanti dichiarazioni del POTUS, ritengo di poter affermare, senz...