venerdì 30 dicembre 2022

Per la serie: Volere È Potere...

 ...e quando vogliono possono, eccome! Ecco a voi la mia ultima avventura.

Per fare breve una storia abbastanza lunga, che fa parte del capitolo (mai concluso) nostalgia fottuta e canaglia della mia miserevole esistenza, quest'oggi posso dire di aver avuto lo shock dell'anno, se non della vita, la dimostrazione fattuale e fattiva che anche - anzi: soprattutto - in Eatalia siamo perfettamente in grado di fare le cose presto e bene.

Si tratta dunque sempre di volontà (o meglio: cattiva volontà) il fatto che si sia celebri nel mondo per disservizi, disguidi e ritardi, perché quando ci si mettono, le cose funzionano e anche più che bene.

Questo discorso vale soprattutto per l'ente postale eatalico, atavicamente piagato da una fama sinistra - specialmente nei periodi a ridosso o a cavallo delle festività comandate - per quanto concerne smarrimenti, errori di consegna, disguidi e quant'altro.

Io stesso ne sono stato vittima, ancora una volta, non più tardi di un mese fa: correva il famigerato periodo del Black Friday e nonostante l'AD di Poste Eataliane si facesse bello in TV millantando potenziamenti esponenziali del servizio e la capacità di gestire nel migliore dei modi i millemila ordini spediti attraverso la rete postale, ho dovuto aspettare dieci fottuti giorni per ricevere un plico, spedito da oltremanica, dopo che allo smistamento centrale di Roma c'era stato (parole dell'operatore del Call Center con cui ho parlato) un piccolissimo disguido per cui lo avevano consegnato nei tempi previsti al portalettere, solo che era il postino del quartiere sbagliato, per cui era tornato in deposito e era rimasto fino a quando non mi sono fatto vivo per avere spiegazioni sull'incredibile ritardo e se del caso, sollecitare la consegna.

Oggi ho assistito esattamente all'opposto di questa vicenda: mi trovavo nell'androne del condominio, dove avevo appena salutato un utOntO di Subito.it al quale ho consegnato uno dei miei ammennicoli elettronici (ed ingombrante) in disuso ormai da parecchio tempo (e anche qui ci sarebbe parecchio da raccontare sulle traversie subite da questo implemento), in procinto di prendere l'ascensore per rientrare in casa, quando arriva trafelato un tizio carico di buste e pacchetti.

Il prode Ivan, instancabile cane da guardia dello stabile, mi si rivolge e mi fa: "arriva roba per te!" al che rispondo con il più classico dei "sSeee, magari... aspetto roba ma hai vojia te prima che arrivi..." quando il tizio esordisce con: "C'ho una cosa per un certo Altieri..."

OK, adesso hai tutta la mia attenzione, anche perché - ribadisco - aspetto roba ma realisticamente non prima della settimana prossima, sempre se tutto va bene.

E invece...

Ora, vi chiederete, che problema ci sarà mai? Può capitare che abbiano accelerato i tempi, dopotutto non hai detto tu stesso che Poste Eataliane si è vantato di aver potenziato al quadrato il servizio proprio per il periodo festivo?

Sì, va bene ma quando s'è visto mai un plico spedito tramite Poste (e non tramite corriere espresso) arrivare in meno di 24 ore?

Perché è questo che è successo: ieri sera, intorno alle 18:00, mi è arrivata la notifica di avvenuto ritiro del pacco da parte del venditore ed oggi, alle 16:05, me l'hanno consegnato.

Come potete vedere dalla foto in allegato, l'etichetta postale dice che il pacco è stato "accettato" dall'ufficio alle ore 19:16:28 del 29/12/2022.

Che sia un miracolo di capodanno oppure fusse che fusse la volta buona che davvero l'Eatalia abbia deciso di dotarsi di un servizio postale moderno ed efficiente, degno di un paese avanzato dell'Occidente?

A questo punto lascio davvero ai posteri l'ardua sentenza perché solo il futuro potrà dirci se è stato un classico caso semel in anno o se sia l'inizio di una nuova era.

lunedì 26 dicembre 2022

Per la serie: con amici (e parenti e conoscenti) come i miei, chi ha bisogno di nemici?

 Oggi andiamo un po' sul personale ma, se permettete, semel in anno licet togliersi qualche sassolino (diciamo pure un macigno da 2 quintali) dalla scarpa, anche da tutte e due, se necessario.

Parliamo ovviamente delle - purtroppo ancora in corso - festività natalizie o presunte tali. 

Non è che il natale degli ultimi 2 anni sia stato un tripudio di gioia, tutt'altro, ma almeno c'era la teribbuli pandemeea farlocca a fare da giustificativo per le pisciate all'ultimo secondo, le mancate visite e quant'altro; con la scusa di un tampone (fasullo) positivo, si potevano mandare serenamente a puttane settimane di preparativi ed infatti così è stato.

Ma quest'anno, tutti quanti, che scusa hanno avuto per comportarsi nei miei confronti come se fossi un paria o un reietto?

"Perché non vieni qui da noi?"

Fammici pensare su un momento... forse perché non sto bene e non sono in grado di guidare per 20 e rotti chilometri? E comunque dovreste saperlo tutti quanti che allo stato attuale, anche se volessi o potessi, ho sempre le onnipresenti palle al piede dei vecchi che non posso lasciare soli per un'intera giornata.

"Non ti fai più vedere, non partecipi più alle nostre loRdevoli iniziative...."

Come sopra: non sono in grado di andare liberamente in giro a farmi i cazzi miei, figuriamoci quelli degli altri, specialmente dall'altra parte di Roma!

Questo, in poche parole, è l'andazzo di questi ultimi mesi, specialmente dopo il mio ultimo ricovero d'urgenza in ospedale, evidentemente c'è qualcuno che si pensa che sia andato in vacanza, anziché a lottare per la mia vita attaccato ad una macchina.

Secondo me, in tutto questo, c'entra ancora il salveefeeko vakkeeno, nel senso che, tutti i miei (presunti) amichi, parenti e conoscenti, super-stravagynati, ormai hanno i neuroni completamente riassemblati dal fottuto farmaco RNA-ricombinante e quindi gli scoreggia il cervello!

A questo punto, avrei senz'altro preferito essere lasciato del tutto solo, almeno mi evitavo ulteriori sbattimenti e ropturae pallarum per preparare tutto l'ambaradam per la vigilia, col solito, prevedibile risultato che adesso ho frigo e congelatore stracolmo di (cospicui) avanzetti della cena della vigilia e me ne sarei potuto stare in santa pace per i cavoli miei.

Non parliamo poi della più che cospicua spesa per strenne e pensierini vari, che nessuno degli aventi vestito interesse si è poi minimamente interessato di venire a prendere; anche lì, che cazzo vuoi, che mi vesta da Natale Babbo o da re mago e te li venga a portare?

Tanto più che è più di un mese che mi tedi le gonadi dicendomi che "prima di natale ci vediamo", però hai dimenticato di dirmi di quale anno, visto che - alla fine - vi siete visti tutti in coro, sì, ma per i cazzi vostri e da un'altra parte.

"Eh, ma tu non sei venuto... che ti pesa il culo?"

Al che, giustamente, ma nemmeno ti rispondo perché altrimenti iniziamo la sagra delle bestemmie e sotto le feste comandate pare brutto, perché se non ci arrivi da solo, vuol dire che delle due l'una: o sei deficiente o sei un menefottista ed in entrambi i casi a questo punto meglio perdersi che ritrovarsi.

Per aggiungere l'ingiuria al danno, almeno se sto solo mi posso rilassare un attimo, giusto?

E invece no, manco per il cazzo, perché a... tenermi compagnia (indesiderata) e a farmi maledire in tutte le lingue a me note, vive e diversamente vive, ci hanno pensato i miei amabili vicini e dirimpettai, che si sono dati alla pazza gioia h24.

Sono due fottuti giorni che non c'è verso di rilassarsi un momento, anche perché, nel deserto generale (e sì, qui so' tutti morti di fame, porelli, per le feste so' scappati tutti!) ci ha pensato la solita congrega di cafoni mentulocefali a fare un bordello del diavolo e a farmi venire il mal di fegato.

Oggi pare che siano tutti in coma etilico e/o glicemico, per mia fortuna, e a parte qualche frenastenico furibondo che strilla come un'oca del Campidoglio, c'è un (relativo) silenzio in questa Land of Deesagyo... speriamo solo che continui così e che anche quest'anno possa dire, con le immortali parole del compianto Riccardo Garrone...


sabato 24 dicembre 2022

Alla faccia dell'Unione €uropea...

 ...della von der Leyen e di tutte le fregnacce – digitali e non – che lei e gli altri €urostolti sparano in continuazione.

Come dico sempre: se si governasse con le ordinanze e i buoni propositi, vivremmo in paradiso ed infatti sono qui, quale vittima e testimone in prima persona dell’inutilità di tutte le €urochiacchiere dell’€uroparlamento (che tra l’altro non mi pare che se la stia passando troppo bene ultimamente e visti gli altarini che son venuti fuori, adesso mi spiego tante cosette), nello specifico, le più recenti, concernenti la longevità ed il recupero di “terminali” e dispositivi elettronici vari all’interno della U€.

Sì, sto parlando proprio di cellulari, computer, tablet, palmari e tutta quell’elettronica di consumo che tanto va per la maggiore e che si sta accumulando giorno dopo giorno nelle discariche di mezzo mondo – Eatalia compresa – e tutto per una sola ragione: obsolescenza programmata, cioè quella vera e propria truffa attuata da tutti i produttori mondiali, nessuno escluso, specialmente al di là degli stagni Atlantico e Pacifico, per cui di punto in bianco apparecchi e dispositivi, altrimenti perfettamente funzionanti, devono essere gettati via perché semplicemente diventano “incompatibili” con gli “standard” introdotti ad arte, appunto, a scadenze programmate.

Ora, già abbiamo un enorme problema per smaltire tutta la morchia elettronica che si è cumulata negli ultimi 20-25 anni e non ci vuole un genio dell’ingegneria gestioAnale per capire che, di qui a 10-15 anni, saremo letteralmente sommersi da cataste di rifiuti tecnologici, per altro altamente inquinanti!

Da qui la loRdevole iniziativa €uropea riguardo il recupero, il riutilizzo e la standardizzazione di componenti ed accessori per tutti i tecno-giocattoli che piacciono tanto a grandi e piccini.

Peccato che, come il 90% delle €uroiniziative, sia un aborto alla nascita, perché il piccolo, insignificante problema – ed è sempre lo stesso! - è che non siamo noi che produciamo/gestiamo questa roba, ma gli Han, i Minguk e (ultimi in classifica) gli ameridioti, cioè proprio quelli che se la sono inventata, l’obsolescenza programmata e l’hanno implementata in tutto il mondo senza che nessuno dicesse “ah!”.

E sinceramente trovo alquanto difficile per la povera, piccola €uropeetta, costringere i summenzionati colossi ad ottemperare ai suoi pii desideri.

Certo, ci sarebbe sempre la soluzione autarchica: si sfanculano le major e si fanno circolare sul mercato solo apparecchi compatibili con le nuove specifiche €uropee prodotti in loco ma temo che ormai il divario tecnologico tra noi e loro sia diventato una voragine assai difficile da colmare, considerato soprattutto che negli ultimi 5 lustri abbiamo fatto a gara a chi dismetteva il proprio know-how e patrimonio industriale per trasferirlo all’estero, tutto in nome del lucro!

Ora, è vero che l’utOntO medio cambia citofonino (o PC, tablet o quello che è) con la stessa frequenza con la quale si cambia le mutande, così com’è noto che la maggior parte della gente – che non è tecnologicamente istruita – ad ogni minimo problema, anziché cercare di capire e/o risolvere, trova più facile gettare via il “vecchio” ed acquistare un prodotto nuovo.

Ammetto che, in caso di guasti, specialmente se seri, oggi come oggi convenga davvero di più cambiare che non riparare ma anche questo dipende dal fatto che i (cosiddetti) tecnici non sono più preparati/istruiti per aggiustare veramente l’oggetto e questo perché a monte le aziende produttrici mirano comunque a far acquistare i nuovi prodotti, anziché continuare a far funzionare i vecchi.

E anche qui, potrei anche starci.

il mio personale campionario
di novella immondizia elettronica
 


Ma quando hai un dispositivo ancora integro, perfettamente funzionante e ben tenuto, no, questa cosa mi da eminentemente in coolo ed è proprio ciò che sta accadendo a tutti i miei dispositivi e terminali, nessuno escluso.

Di fatto, dalla sera alla mattina, mi ritrovo in mano apparecchi che non accettano più aggiornamenti, applicativi o – nel caso degli e-book reader – file; sembra una follia ma è così.

Abbiamo cominciato con l’esautorazione dalla rete wi-fi (e pazienza, me ne farò una ragione) e siamo arrivati al “il tuo dispositivo non è compatibile con il prodotto che intendi acquistare” per cui, di fatto, posso usarli solo per leggere quanto già posseggo ma poco altro.

Ah, ma ci sono a prezzi scontaterrimi i nuovi Kindle di Amazon, che aspetti? Accatevillo!

Sì, come no: l’ultimo che ho acquistato (per mia madre e che ora mi è – come dire – tornato indietro) risale a meno di 5 anni fa e adesso praticamente è un ferrovecchio?

Non parliamo poi del mio cellulare: funziona perfettamente, anzi: funziona anche meglio di tanti apparecchi più recenti ma – ahimè! - ad ogni giorno che passa diventa sempre più difficile trovare applicativi che siano “compatibili” con il modello/versione del cazzocheselifrega, sciacalli che altro non sono!

Quando arriveremo agli applicativi “seri”, come quelli che concernono banca, posta, assicurazioni etc., sarò costretto a disfarmene, dopodiché dovrò semplicemente decidere se restare senza (cosa che – grazie al Renzismo e mai richiamato da alcun governo che gli è succeduto – è oggi impossibile a meno di voler diventare un paria) oppure se sperperare soldi che non ho e che probabilmente non avrò, per acquistare qualcosa di cui altrimenti non avrei alcun bisogno.

Alla faccia di UrZula e di tutta la sua €uroganga, appunto...

venerdì 2 dicembre 2022

Facciamo una cosa nuova questo Natale?…

...tipo, che so, una bella moratoria sugli acquisti online, specialmente per quanto riguarda quella certa qual multinazioAnale a stAlle e strisce che ancora va per la maggiore alle nostre latitudini.

Il perché di codesta, improvvisa decisione?

È presto detto: come forse ricorderete – difficile con la tritovagliatura gonadica su tutti i mezzi di (dis)informazione eatalici – è da poco finito il periodo del Black Friday che, quest’anno, a quanto pare, ha assunto numeri da record, vuoi perché la maggior parte degli eatalici acquirenti (che piange costantemente miseria) ha approfittato delle offerte ca nun se pozzono rRifiutari di tutte le maggiori catene e piattaforme di e-commerce nazioAnali, vuoi perché quest’anno quello che dovrebbe essere un giorno di offerte s’è dilungato per quasi due settimane, quindi hai voglia a fare click-click.

Il problema, però, è che le infrastrutture eataliche sono quel che sono ed hanno dimostrato, in questo periodo più che mai, tutte le loro carenze, tra disguidi, smarrimenti, ritardi ma soprattutto consegne effettuate ad mentula cameli da gente che evidentemente non ha voglia di fare il lavoro per cui viene pagata ovvero che sta facendo di tutto per perderlo, il lavoro!

Nel giro di pochi giorni – almeno per quanto mi concerne – ne sono successe di tutti i colori ma il top – come sempre e come vi ho reso già edotti – l’ha raggiunto Poste Eataliane con i suoi portalettere/spedizionieri ed il loro comportamento al limite dell’indecenza.

Quindi, visto che sono riusciti ad andare completamente nel pallone – per non dire nel panico! - con questo evento, non voglio nemmeno immaginare cosa mai saranno capaci di combinare da qui alle prossime due settimane, quando prevedibilmente ci sarà il picco degli ordinativi online per strenne, regali e acquisti natalizi dell’ultimo minuto.

Per questa ragione – e visto quanto accaduto negli anni scorsi, specialmente in questi ultimi due anni di pandemeea farlocca – dal momento che ho già abbastanza cazzi pel… di mio, ho deciso quest’anno a dicembre di evitare accuratamente qualsivoglia acquisto – specialmente se importante – online, così evitiamo di rimasticarci il fegato.

Questo vuol dire che – quest’anno – delle due l’una: o si smette di acquistare qualsiasi cosa fino a dopo l’epifania oppure ci si rassegna ad andare in giro per negozi e botteghe, come si faceva prima della famigerata era internet.

Dal momento che il vostro qui presente è riuscito a fare quasi tutto per tempo – o meglio: prima del tempo – non credo che sarà un problema; spero soltanto che non capiti a me qualche occasione di quelle ca’nun se pozzono rrifiutari, perché la cosa mi imbarazzerebbe, a dir poco, per non dire che mi metterebbe in seria difficoltà (non so se mi si piega)...

mercoledì 30 novembre 2022

Quando è troppo è troppo!

Premetto che è una cosa che odio cordialmente ma certe volte davvero non se ne può fare a meno.

Intendo quella di dover adire l’assistenza clienti di qualsivoglia organizzazione per dover sporgere reclamo, peggio ancora quando detto reclamo può inficiare su una persona che – tecnicamente – lavora ma qui la parola da sottolineare è proprio tecnicamente.

Posso capire che uno non possa sempre rendere al meglio, così come sono arciconvinto del fatto che solo chi non fa un cazzo non sbaglia mai ma la mia comprensione (e compassione) si arresta brutalmente col freno a mano tirato quando mi rendo conto che non si tratta di un caso sporadico, bensì di una (brutta) abitudine inveterata.

Parliamo ovviamente di spedizionieri e consegne, problema già di per sé annoso ma che in questo periodo si sta facendo vieppiù sentire; nello specifico, per l’ennesima volta il postale incaricato da una certa qual multinazioAnale a stAlle e strisce appartenente ad un certo Bezos si è prodotto in un atto di menefottismo da manuale.

Già mi storce il fatto che questo bel tomo si presenti puntualmente quando il prode Ivan (il mastino da guardia del condominio) è assente ma porcaputténamaledètta se mi suoni al citofono e mi chiedi di scendere, mi aspetto, come minimo che tu stia lì, ad aspettarmi, per consegnarmi personalmente gli amati beni di cui sei latore e invece questo che fa?

Citofona, aspetta una risposta, poi molla tutto lì dove si trova (quindi fuori dal portone, in mezzo alla pubblica via) e se ne va!

Ora, che succeda una volta, magari è stato un incidente e ci può stare.

Due volte? Già marchiamo male ma è possibile che ci sia stata una sgradevole concomitanza di eventi (diciamo così per carità di patria) che ti ha impedito di fare il tuo dovere.

Dalla terza volta in poi, però, non ci sono più giustificazioni che tengano, è un dato statistico ergo lo fai scientemente!

Ed io, pazientemente, la prima volta ho lasciato correre, la seconda ho lasciato un feedback negativo, spiegando l’accaduto ma stavolta no: per sua immensa sfortuna mi ha trovato con le palle girate, ragion per cui ho alzato il telefono e chiamato chi di dovere.

Come dicevo all’inizio, odio dover arrivare a questo punto, perché poi finisce che la maggior parte delle volte chi ti risponde resta davvero imbarazzato per una colpa che non è certo la sua, però è anche vero che se non segnali questi… disguidi, questi continuano a fare come cazzo gli pare e chi ci rimette, prima o poi, sei tu, su questo non ci piove, anche perché, se molli un pacco in mezzo alla strada, non è detto che chiunque passi sia una brava persona e a far sparire la roba è un attimo.

Dal momento che questo è già successo in passato, maggior ragione per preoccuparsi seriamente di questo atteggiamento da menefottista da parte di chi – ricordiamocelo – è pagato per fare questo lavoro, a maggior ragione in quanto non credo proprio che qualcuno ce lo abbia costretto col coltello alla gola a fare il corriere/portalettere e vi posso assicurare che non è poi così facile avere un lavoro presso Poste Eataliane o uno qualunque dei più blasonati corrieri nazionali, sicché…

Posso capire che magari non è il lavoro dei tuoi sogni però comunque l’hai deciso tu di farlo, ti pagano per questo, quindi personalmente mi aspetto che tu faccia il tuo lavoro in maniera professionale e possibilmente sfilando la testa da orifizi non preposti e usando il cervello!

Adesso non mi resta che scoprire che accidenti di fine abbia fatto l’altro pacco – che risulta regolarmente consegnato da stamattina – ma di cui non ho ancora visto o sentito nulla, sperando che, anche qui, non abbiano fatto la solita, anche perché, tecnicamente, la consegna è stata controfirmata dal mastino di cui sopra.

mercoledì 16 novembre 2022

Un nuovo capitolo nella Saga dei Dolori del (non più tanto) Giovane Verme

Dopo l'anabasi vissuta ieri per la prima visita post-ricovero, dal momento che all'ospedale non si effettuano prenotazioni live mi sono attaccato al telefono di buon mattino ed ho chiamato i numeri riportati sul mio foglio di dimissioni.

Partiamo subito male, perché il primo numero, tecnicamente dell'Ufficio Prenotazioni interno di Medicina Generale, manco ti rispondono: lasciano partire la chiamata salvo far "cadere la linea" dopo averti fatto attendere 5 minuti buoni come un coglione.

Pazienza, affidiamoci al famigerato CUP interno e quindi ho chiamato direttamente il Fatebenefratelli per prenotare le visite dall’urologo e dal nefrologo; come parte la chiamata, il solito disco (rotto) mi invita ad usare il nuoverrimo sed etiam pooDenteesseemo servizio di prenotazioni online (cito) rapido e sicuro.

Ovviamente non è né l’uno, né l’altro ma soprattutto – dopo tempi di attesa biblici – la risposta è sempre la stessa: (dis)servizio NON disponibile, si prega di riprovare più tardi (magari sarai più fortunato).

Qualcosa mi dice che il sistema funge solo se vuoi prenotare visite private o intramoenia (che poi è la stessa cosa) ma si sa che sono un turpe malfidato e quindi magari è solo una mia illazione.

Pazienza, mi faccio dunque tutta la trafila telefonica e dopo un quarto d’ora (cronometrato dal citofonino) mi risponde un’operatorA.

Come sempre, in questi casi, lì è finita la mia vita ed è cominciato il Deleeryo!

Visita urologica? No Problem, se paghi – col (dis)servizio (a)sociale, bada bene! - ti serviamo di barba e cappella entro i prossimi 3 giorni, altrimenti primo appuntamento utile a FEBBRAIO 2023!?!?!

Cominciamo subito male, se non peggio ma andiamo avanti; e per quanto concerne la visita di controllo nefrologica?(Bada bene, ho detto di controllo, quindi l'appuntamento me lo devi trovare entro un tempo ragionevole, eh!?)

Peggio me sento, qui – ma solo perché è di controllo, eh, quindi per noi sei come un fratello – partiamo direttamente da APRILE dell’anno prossimo.

Per la serie: bere o affogare, che fai? Ovviamente ti rassegni e accetti e così ti servono pure con l’appuntamento all'alba per non sbagliare!

Ah, però puoi sempre richiamare, hai visto mai che da qui a febbraio/aprile p.v. qualcuno nel frattempo rinuncia (leggi: muore e/o comunque scompare dai radar motu proprio) e si libera un posto?

A questo punto, spero solo di arrivarci, fino all’anno prossimo.

lunedì 14 novembre 2022

Il Generalissimo Gualtieri vs il Generale Inverno: uno scontro tRitanico!


 Che questo peracottaro incapace in salsa sinistrorsa radical-shit-fighetta mi avrebbe fatto rimpiangere quell’impedita a 5 StAlle di Virgy Raggidisòla per me era cosa già ampiamente acclarata ma l’ultima uscita del Campidoglio rasenta veramente il ridicolo, se non fosse drammaticamente reale.

Si parla di riscaldamento, anzi: di accensione anticipata dei riscaldamenti per combattere il teribbuli freddo siberiano – evidentemente scatenato da Dio Pooteen quale ultima arma non convenzioAnale contro l’Occidente imbelle – che secondo il Generalissimo Gualtieri e la sua cricca sta avvolgendo la Capitale.

A parte che siamo ormai a novembre inoltrato e che non ci poteva davvero aspettare che l’infinita, fottuta estate che abbiamo dovuto patire quest’anno continuasse ancora a lungo, non mi pare proprio che ci sia stato questo agghiaccianDe abbassamento delle temperature, tale da giustificare una accensione prematura degli impianti di riscaldamento cittadini, a maggior ragione a causa – sempre se dobbiamo credere agli Al Lupo Al Lupo con cui ci hanno tediato l’esistenza da mesi a questa parte – degli ingredibbuli aumenti del prezzo del gaz(prom) ma dal momento che uno degli ultimi colpi di coda del Regime del dvce Conte Drakulia è stato proprio la regolamentazione sull’uso dei riscaldamenti domestici, qualcuno in Campidoglio ha pensato bene che si potesse fare senza colpo ferire; dopotutto basta rispettare il decretino governativo ed è tutt’apporno, giusto?

Sbagliato e pure di grosso!

Sì, perché attualmente, nelle romane dimore, con poche, notevoli eccezioni nelle aree più esterne e deesagiate dell’urbe, le temperature esterne si aggirano tra i 18 e i 21°C, così come la temperatura media indoor si attesta tra i 19 ed i 21°C; quindi, dal momento che l’anciet Regime ha decretinato che le caldaie debbano essere regolate per una temperatura non superiore ai 19°C, qui prodest accendere i riscaldamenti?

Perché, per prima cosa, se l’impianto funziona bene ed i termostati sono davvero regolati sui 19°C, la caldaia nemmeno si accende; in secondo luogo, se anche si accende, non si fa altro che consumare la preziosa risorsa gassosa a cazzo di cane, perché non si otterrebbe una beata mazza, in termini di riscaldamento, rispetto ai 19-20°C già presenti in casa.

Quindi, siamo di fronte all’ennesima sparata ad mentula camelopardis del nostro primo cittadino, che ha dimostrato ancora una volta di avere il vuoto pneumatico nel cranio, che evidentemente gli serve solo per tenere separate le orecchie.

sabato 10 settembre 2022

Un'impresa veramente ingredibbuli! (?)

 Se la cosa non fosse tragica, ci sarebbe davvero da farsi una grassa risata, perché va bene la propaganda, va bene tutto ma che la TV del Regime continui a spacciare panzane senza alcuna verifica o contraddittorio, solo perché lo dicono gli amichi (del giaguaro) ukraijni da veramente il senso del ridicolo in cui è scaduta la disinformatia eataliana, che può fare del facile sensazioAnalismo giusto con l'utOntO medio che di militaria capisce poco o niente.

Nello specifico, faccio riferimento a questo articolo corredato da tanto di video, postato da RaiNews in data 01 settembre.

Ora, con gran fanfara, si annuncia al mondo lo sconvolgente successo bellico dei nuovi idoli del Nuovo Ordine Mondiale a stAlle e strisce e degli €urostolti di Bruxelles: l'abbattimento di un carro armato russki dall'ingredibbuli distanza di 10 e passa chilometri, grazie ad un nuovo, sofisticatissimo software di comando e controllo made in Ukrajina etc. etc. (non stiamo qui a ripetere quel che potete leggere tranquillamente da voi).

Fin qui, tutto molto bello e in effetti c'è anche il video a testimoniarlo (sempre e solo però, secondo il comando ukrajino, che non è proprio proprio imparziale, neh!?).

Ora, ammesso e non concesso che sia tutto vero, da quel che ho letto e/o sentito, non c'è stato UN cane che sia uno che si sia fermato un momento a ragionarci su, perché se qualcuno lo avesse fatto, forse qualche ragionato dubbio sui potenti mezzi di Volodomyr e sulla loro efficacia se lo sarebbe fatto venire e invece nulla.

Non voglio dire ma centrare un carro armato e metterlo fuori combattimento sparandogli la bellezza di venti granate a me pare una classica vittoria di Pirro.

Avrei capito se avessero detto (e dimostrato) di aver centrato e distrutto un mezzo nemico dalla rispettabile distanza di 10 chilometri con un colpo ben piazzato ma di fatto, hanno consumato metà della dotazione di colpi di cannone (un T-64BV ne imbarca circa 40) per eliminare un solo mezzo nemico; avrebbero potuto ottenere lo stesso risultato più semplicemente ed economicamente dirigendo una salva di artiglieria sul bersaglio, utilizzando il medesimo software summenzionato.

Tra l'altro, nessuno ha rilevato un altro, insignificante dettaglio: per poter tirare 20 colpi, il carro ukrajino ha praticamente sparato per almeno 3 minuti consecutivamente (la cadenza di tiro di un carro armato di quel tipo si aggira intorno ai 6-8 colpi/minuto) senza che il bersaglio dicesse "ah!" o intraprendesse alcun tipo di manovra evasiva.

Dal momento che sempre gli ukrajini affermano di aver usato granate HE-FRAG (cioè esplosive/a frammentazione, munizione tipicamente antiuomo/per uso generale) anziché le più consone granate HEAT (esplosive/anticarro) o perforanti, vorrebbe dire che l'equipaggio russki era cieco e sordo per non essersi reso conto di essere sotto attacco ed esser rimasto lì a far da bersaglio.

Personalmente e molto più prosaicamente, ritengo che anche questa notizia debba essere annoverata tra quelle di spudorata propaganda; con ogni probabilità, il carro russo era lì immobile e privo di equipaggio, da qui la mancanza di un qualsivoglia tentativo di sottrarsi alla minaccia.

Praticamente siamo al livello dell'amena storiella del contadino che si è incollato un "carro armato" (in realtà un trattore semovente d'artiglieria) col trattore "rubandolo" ai russi, quando molto semplicemente si è portato via un mezzo con ogni probabilità immobilizzato a seguito di danni in combattimento o altra avaria e che era stato evidentemente abbandonato dall'equipaggio.

In tempo di guerra, si sa, la propaganda è pressoché d'obbligo.

Altrettanto obbligatorio, però, dal momento che - tecnicamente - noi non facciamo parte dei belligeranti, è verificare quel che si intende pubblicare, specialmente se si vuole continuare a parlare di libertà e indipendenza dell'informazione.

giovedì 25 agosto 2022

Toh, se ne sono accorti...

 

Meglio tardi che mai, direbbe uno ma per (ormai) decine di milioni di utOnti come me, è già troppo tardi, perché piuttosto che continuare a farci bullizzare dal dittatorello di Menlo Park e dai suoi scherani - sia fisici che virtuali - abbiamo preferito abbandonare alle ortiche la nostra vita sui social, nella sempre beata speranza che qualcuno, prima o poi, si decida a dare un calcio in culo a Meta e ai suoi sottopanza per sfidare apertamente sul web (e sul mercato) quello che di fatto è oggi il monopolista mondiale dei social network.

Così come è stato per me troppo tardi scoprire che chi mi ha pugnalato alle spalle in tutti questi anni non è stato qualche vile figlio di madre dedita al meretricio più turpe (cioè, ci sono stati anche quelli e lo so bene) tra i miei contatti e (presunti) amici, bensì tanta gente - che col sottoscritto non c'è mai entrata un cazzo - arruolati appositamente allo scopo da Zuckerberg & co. con l'autorizzazione esplicita a violare qualsivoglia profilo, anche, anzi: soprattutto quelli blindati (non pubblici) per effettuare il fact checking farlocco e sempre Cicero pro domo Regime.

Una violazione a dir poco brutale di qualunque diritto fondamentale, dalla privacy alla libera espressione del pensiero e tutto quello che c'è in mezzo.

Una vera e propria psicopolizia roba da far impallidire i regimi Han, Choson e persiano e far fare un salto nella tomba a Orwell!

da La Verità del 24/08/2022

Così come troppo tardi ho scoperto che questa oscena ingerenza negli affari nostri - tenuta rigorosamente nascosta da questa emerita faccia da cazzo di Zuckerberg - avrebbe potuto essere, se non del tutto evitata, almeno mitigata perché tutti questi scherani, per poter operare, hanno degli account aziendali che possono essere identificati e bloccati come qualunque altro profilo fastidioso e/o nocivo, come riportato anche in questo articolo.

Ma come dicevo prima, il tempo è galantuomo e tutti gli altarini stanno mano a mano venendo fuori. Non manca molto prima che qualcuno ai piani alti decida che ne ha avuto abbastanza di questa censura staliniana operata contra legem ad opera di perfetti sconosciuti che - come è stato rivelato da questo dossier - il più delle volte non hanno alcun titolo nemmeno per parlare di certi argomenti, figuriamoci se possono controllare quel che dicono gli altri!

Però hanno tanti followers, cioè tanti deficienti che pendono dalle loro labbra e fanno tanti click click e noi sappiamo bene che chiunque porti click (leggi: $oldi) a Meta è sempre il benvenuto, n'est pas!?

mercoledì 10 agosto 2022

Come fare i soldi e vivere felici…


 ...semplicemente approfittando della nostalgia canaglia della mia generazione, riproponendo – praticamente a costo zero – tutti quei periodici a fumetti che dal secondo dopoguerra ai primi anni ‘80 riempirono letteralmente le edicole eataliche.

È quel che sta facendo la IF Edizioni, casa editrice meneghina – appartenente alla premiata categoria dei never covered before – specializzata, nell’appunto, nella pedissequa riproposizione di tutte quelle produzioni – tascabili e bonellidi – morte, chiuse, fatte e finite decenni fa ergo, dismesse dagli editori originali o i cui diritti non sono più stati rinnovati.

Come mi sono accorto dell’esistenza di questi messeri?

Da una delle mie rarissime visite in edicola, dove mi sono trovato davanti un qualcosa spuntato letteralmente dal mio passato remoto, roba sulla quale ho campato per anni, prima di evolvere i miei gusti in fatto di narrativa disegnata, complice anche il fatto che tutta questa roba è praticamente scomparsa dalle edicole dall’oggi al domani qualcosa come 30 e passa anni fa.

Nello specifico, mi sono trovato davanti un numero della vecchia, gloriosa Super Eroica che – insieme a Guerra d’Eroi – si divideva, negli anni della mia giovinezza, le vetrine delle edicole e l’attenzione dei ragazzi (e non solo) appassionati di fumetti di guerra.

Sì, proprio quei fumetti che, altrimenti schifati come lammerda dagli editori nostrani, andavano per la maggiore, specialmente nel Regno (dis)Unito, dove c’erano cataste di editori e relative riviste, che pubblicavano questo genere di fumetti d’azione per il mercato interno e non solo.

Quello che all’epoca pochi sapevano, è che molte di queste produzioni erano in realtà realizzate da autori – specialmente disegnatori – nostrani, gente che “si è fatta le ossa” con queste pubblicazioni realizzate per il mercato estero ovvero che, grazie alle stesse, portava a casa la pagnotta in un’epoca in cui disegnare fumetti non era considerata una nobile arte ma un lavoro come tanti altri e per di più abbastanza mal pagato, a meno che, ovviamente, non si lavorasse per la major eatalica in assoluto (la Bonelli di Gian Luigi prima e Sergio poi) ovvero, per l’appunto, per gli inglesi e gli americani, che di certo non pagavano chissà che cifre, ma pagavano in dollari e/o sterline!

Questa è stata la storia di autori blasonati come Giolitti, Belardinelli ma anche Pratt (sì, proprio quello di Corto Maltese), Tacconi e tanti altri che adesso non ricordo, tanto da essere assai più conosciuti all’estero che non da noi, dove venivano apprezzati… di ritorno, cioè attraverso le pagine di quelle riviste e di quegli albi di produzione anglosassone che venivano ripubblicati in Eatalia, come per l'appunto, su Super Eroica.

Certo, c’era una differenza notevole e dirimente, tra quelle produzioni e queste che girano oggi per le nostre edicole ed è il prezzo: quella roba, nei begli anni che furo’, veniva smerciata un tanto al chilo, erano pubblicazioni veramente popolari.

Questi bei tomi, invece, ti fanno digerire un albo tascabile in brossura stampato a due vignette per pagina - cioè esattamente come nel formato "originale" tanto in voga in quegli anni - la bellezza di 6 pleure (leggonsi: sei pippi), oggi come oggi non proprio un cotillon e considerando quanto gli è venuta a costare questa… immane fatica, non possiamo che considerarlo un ingiusto profitto, ai danni di tutti quei fessacchiotti che ancora oggi provano quel certo languore ripensando agli eroi della propria giovinezza.

domenica 31 luglio 2022

Adesso ne ho veramente avuto abbastanza…

 

...e quando dico che è abbastanza, vuol dire che è già troppo!

Finora ho tenuto duro ed utilizzato ogni trucco del campionario per impedire al nazista con la kippah di Menlo Park di continuare a spargere fuffa e menzogna impunemente e ai suoi sodali infami di continuare a portare avanti le loro agende ma alla fine sapete che nuova c’è?

Che mi sono veramente stufato di rintuzzare attacchi, subire restrizioni e censure ed essere costantemente insultato e denigrato gratuitamente dai leccaculo del Regime e dei suoi infami sottopanza.

È un andazzo che è cominciato ormai anni fa, ai tempi della Brexit e di Donaldo Trombetta ma con la pandemeea fittizia i nazi-tovarichi che da sempre reggono il sacco a Zuckerberg hanno mostrato finalmente la loro faccia da fetide bisce in tutto il loro serpentino splendore.

Critichi più o meno apertamente il regime vageenale? Ti mettono al bando.

Critichi Enrichetta, Giggino, il veliky marshall Speranzskij o il dvce conte Drakulia e tutto il resto del governo dei minorati? Ti mettono al bando.

Critichi le politiche suicide degli €urostolti, l’asservimento alla NATO o le aspirazioni neo-imperialiste a stAlle e strisce di Kamala Bidet? Sei fuori!

Critichi il kapeeton Salveeney o Jeorgia Poponi? Ti mettono al… ah, no, scusate: quello va bene, è buono santo e giusto!

Non insulti i summenzionati, i (cosiddetti) no-vacXs e dio Pooteen? Lungi da me, merdaccia; sicuramente spulciando tra tutto quello che hai scritto e postato dalla preistoria ad oggi, i miei infallibbuli algoreetmey troveranno qualcosa per cui ti si possa purgare.

La claque dei fantocci €uro-pentastallato-DEMente-kompagnovskij ti aggredisce e ti insulta?

NO PROBLEM, possono farlo impunemente.

Provi TU a rispondergli per le rime, visto che tanto segnalare la cosa non serve a nulla se non a farti fare una (altra) colonscopia virtuale di cui sopra? Ti mettono al bando e ti buttano fuori.

Ora, non sono arrivato alla mia tenera età per farmi bullizzare da questa feccia e far censurare costantemente il mio pensiero e le mie opinioni da una multinazioAnale nazista con sede nei fottuti Stati disUniti, alla faccia dell’articolo 21 della Costituzione Eataliana (che tanto non vale un cazzo, visto che non la rispetta nessuno, ben che meno i pollitici che (sper)giurano su di essa) e dell’altrettanto inutile articolo 11 della “costituzione” €uropea – anche questa gettata tranquillamente alle ortiche in nome del politicamente corretto-radical-shit-fighetto del consesso degli €urodementi, cioè dei primi a reggere il sacco alla repressione di stampo maoista in atto nel cosiddetto “mondo libero” dal 2020 ad oggi.

Per questa ragione ho deciso che ne ho veramente piene le tasche.

Dal giorno della sua costituzione, META ha perso costantemente decine di migliaia di utOnti (che evidentemente si sono stancati di farsi prendere per il culo) ogni santo giorno in tutto il mondo.

Solo a gennaio 2022 ne avevano perso un milione, dopodiché – anche lì – censura, tutti zitti e muti che non si deve sapere, altrimenti gli azionisti e gli sponsor si incazzano.

Gli sponsor…

Altra piaga completamente fuori controllo, per cui sei subissato di annunci non sollecitati di ciarlatani e truffatori tra i più beceri, click-baiting selvaggio e rotture di coglioni varie aggravate e continuate, per cui sta diventando pressoché impossibile leggere cosa postano i tuoi contatti, visto che si perdono nella marea di morchia che ormai caratterizza i social di Zuckerberg.

Non posso combattere contro i mulini a vento e non ho nessuna voglia di diventare un martire per la libertà di una massa di cerebrolesi che non riescono nemmeno a tutelare il loro proprio interesse, per cui me ne vado, definitivamente e si fottano Zuckerberg, gli algoreetmey, i SysOp, le inserzioni (anali) sponsorizzate, gli odiosi tag su quanto sono buoni, belli – ma soprattutto lucrosi – i vakkeney e tutto il resto dell’ambaradam.

Chi di voi ha un benché minimo interesse nel sottoscritto, sa già dove trovarmi.

Per tutti gli altri, pazienza, se non se ne sono interessati prima, vuol dire che non sono in cima ai loro pensieri.

Lo comprendo perfettamente ma di certo non ci perderò il sonno.

In quanto a quella carogna di Zuckerberg e a tutto il suo circo dei miracoli, gli auguro di fare la fine di Harvey Weinstein e non credo ci vorrà poi molto: basterà che caghi il cazzo al potente sbagliato o faccia indispettire la lobby del momento o – meglio ancora – che Meta perda qualche altro punto sul Dow Jones e vedrete come lo ridimensioneranno, il grande fratello scemo di Menlo Park!


...e tanti saluti pure a El donaldo...

  Alla luce dei recentissimi avvenimenti e dopo aver letto e ascoltato le roboanti dichiarazioni del POTUS, ritengo di poter affermare, senz...