martedì 26 settembre 2023

Perché?...


 Piccola riflessione di fine giornata per un problema ormai annoso del sottoscritto, che si protrae ormai da quasi 20 anni, cioè da quando decisi di darmi alla vendita online in prima persona, passando per ogni tipologia di piattaforma, da quelle più note a quelle ormai defunte. In tutti i casi, comunque, mi è sempre capitato di avere a che fare con gente che ti fa delle vere e proprie proposte indecenti sui beni e le merci che offri.

Ora, agli inizi della carriera, quando le compravendite tra privati avvenivano, per l'appunto, esclusivamente tra privati, era prevedibile, previsto e preventivato che la gente cercasse di tirare l'acqua al suo mulino, è una cosa lecita e accettabile, in via generale.

Non lo è più, però, quando l'offerta va oltre il massimo ribasso, quasi a dire: ma sì, va, pigliate 'sti ddu' spicci, perché tanto ti valuto. Se stessimo parlando di robetta, anche se troverei comunque la cosa un tantino offensiva, potrei anche farmici una risata, ma non quando stiamo parlando di oggetti rari, pregiati, ovvero molto richiesti dal mercato, cioè l'80% della merce che tratto, in quanto il mio settore d'elezione è il collezionismo e/o il retrogaming.

A questo punto, dal momento che questo atteggiamento è diventato abbastanza comune, specialmente su eBay mi è venuta una voglia irrefrenabile di togliermi qualche sassolino dalla scarpa, specialmente dopo i fatti di questa sera, che sono stati una vera e propria cartina di tornasole.

Mi è infatti pervenuta una proposta di acquisto da parte di un pregiatissimo utOntO germanico - e non è la prima volta, purtroppo! - pari a circa 2/3 del prezzo di vendita attuale dell'oggetto in questione, una figure da collezione, tra l'altro fuori catalogo ormai da un lustro se non più.

Dal momento che oggi non ho particolarmente voglia di mercanteggiare, né tanto meno di rimasticarmi il fegato, l'ho cassata tout court.

Pochi minuti dopo, il tizio reitera l'offesa (perché tale la considero, quando mi richiedi sconticini del 25, 30 o 50%) e questa volta - oltre al rifiuto - allego anche un messaggio, sperando che capisca l'antifona una volta per tutte: ritenta ancora ma stavolta proponi qualcosa di più congruo.

Manco due minuti dopo, ennesimo messaggio del gasbetone germanico e stavolta mi sono davvero girati vorticosamente i coglioni: nuova offerta con una differenza di ben 5 ricche pleure rispetto alla precedente, come dire che delle due l'una: o non c'hai capito un cazzo di quel che t'ho scritto nemmeno due minuti fa, oppure - e peggio - mi stai platealmente ignorando e questo sì che mi offende sul serio!

Per tagliare la testa al toro, stavolta gli invio la mia controproposta con un messaggio inequivocabile (o almeno questa era la mia speranza): Ciccio, la vedi questa cifra? Bene, fissatela nella zucca, perché a meno di questa la roba non te la do manco se cominci a rimbalzare come una pallina magica!

A quando pare, alla fine il messaggio è arrivato, perché almeno questo è sparito... ma purtroppo questo caso è l'eccezione, piuttosto che la regola, perché c'è chi ci rintrinseca ancora e ancora e ancora, cercando di prenderti per sfinimento, fino a che delle due l'una: o cedi oppure lo segnali e lo cassi (quando e se possibile) nella lista nera dei rompicojoni, così è sicuro che te lo sei tolto per sempre dalle palle.

Ora, qual è la mia riflessione? 

Presto detto.

Perché?

Perché se e quando trattate con un commerciante o un bottegaio siete tutti disposti a cacciare quattrini, qualunque cifra vi venga richiesta, senza fiatare e senza troppo sindacare sulla qualità della merce proposta (altra cosa che mi urta violentemente i nervi), mentre quando trattate con dei privati, vi sentite tutti in diritto - anzi: in dovere - di comportarvi come rabbini o come beduini alla casba?

Davvero pensate che - quando decidiamo il prezzo di vendita - lo facciamo così, ad cazzum o per sport e che non c'è dietro un ragionamento che prende in considerazione tutta una serie di fattori quali: rarità e condizioni dell'oggetto, richiesta e disponibilità sul mercato dello stesso ed in ultimo la giusta aspirazione ad un minimo margine di profitto, visto che la roba che vendiamo non l'abbiamo rubata ma comunque acquistata e pagata a suo tempo?

Allora perché fate regolarmente queste proposte che rasentano l'insulto, manco fossimo dei poveri deficienti o peggio, dei ricettatori, ergo, perché certe offerte irrinunciabili non le fare anche ai bottegai, specialmente quando sparano cifre veramente fuori del mondo?

Perché mi dovete costantemente far perdere tempo ed infastidirmi? O pensate davvero che ci sia da parte mia un qualche obbligo a vendervi qualcosa solo perché avete avuto la faccia (da culo) di farvi avanti?

A tal proposito non mi scorderò mai il tizio che, l'anno scorso, mi ha attaccato una pippa micidiale perché pretendeva che gli cedessi un pezzo al suo prezzo, anziché a quello stabilito da me, pur sapendo benissimo che non solo io avevo in quel momento già il prezzo più basso di tutto il web ma che il mio concorrente più prossimo - manco a dirlo, un bottegaio - voleva praticamente il doppio per un pezzo usato, mentre il mio era ancora nuovo incellofanato!

Dopo non so quanti tentativi, alla fine se ne esce con la madre di tutte le puttanate: "Tu non hai voglia di vendere, allora toglilo dal mercato altrimenti..."

Altrimenti... cosa, testa di cazzo?

IO se permetti vendo dove, come, quando e a chi cazzo mi pare, non lo decidi tu né nessun altro. Tra l'altro cos'è questa, una minaccia?

Potete immaginare com'è andata a finire ma ve lo dico lo stesso a scanso di equivoci: prontamente segnalato, con tanto di screenshots alla assistenza clienti della piattaforma (in questo caso, Subito.it), dove mi hanno prima rassicurato sul fatto che io ed io solo posso decidere se e a chi vendere o anche regalare la mia roba e che sarebbero stati presi provvedimenti.

Incredibile ma vero, dopo nemmeno dieci minuti dalla mail di risposta, l'utOntO in questione... non era più tra noi, non so se mi si piega...

 

venerdì 22 settembre 2023

Eataliani, popolo di santi, poeti, navigatori...


 ...nonché di cialtroni impenitenti, millantatori senza ritegno e truffatori senza scrupoli!

Torno fresco fresco dai miei (in)soliti giri e vengo letteralmente assalito dal cane da guardia ukrajino in preda al panico.

Poverino, non è aduso, costui, alle metodologie - vecchie e nuove - degli eatalici lestofanti, quelli cioè che usano amene storielle strappalacrime da libro cuore per scucire quattrini agli ottuagenari rimminchioniti con la prostata e alle vecchie nonne rinfanciullite, quindi è ovvio che se si vede recapitare un plico con su scritto: URGENTE/APPELLO IMPORTANTE pensi si tratti davvero di qualcosa di urgente e/o importante.

Visto che la busta non è indirizzata al sottoscritto ma al di lui genitore, con le dovute cautele la consegno al destinatario che - altrettanto ovviamente - resta quanto meno interdetto.

Chi è 'sta gente ma soprattutto che cacchio vuole?

Facile: la prima cosa che scappa fuori dalla busta è infatti un bel bollettino postale premarcato ma soprattutto (e per me questo è ancor più grave) bello che impostato con tanto di nome, cognome, indirizzo e tutto l'ambaradam relativo al vecchio, segno che l'Operazione Fesso è stata ben studiata a tavolino con ampia fornitura di dati personali e dal momento che il vecchio non è digitalmente strutto - capeesc'a'mme - va da sé che qualcun altro ha fornito a questi maramaldi tutte le informazioni pertinenti... ed io ho anche il vago sospetto di sapere chi possa essere stato ma - in assenza di prove - mi taccio per non mettermi a rischio di essere a mia volta tacciato di diffamazione.

Ora, che nella nostra posta capiti questo ed altro è ormai diventata una cosa talmente comune che normalmente nemmeno ci si fa più tanto caso. Ma che si miri appositamente - come dicevo sopra - a gente che, nella maggior parte dei casi, fa parte dei cosiddetti soggetti a minorata difesa per turlupinarli ed approfittare del loro buon cuore e della carità cristiana è roba che davvero mi manda fuori dai gangheri.

Come mai, mi chiedo e vi chiedo, queste amene missive non vengono indirizzate mai a quelli come me, cioè persone consapevoli e capaci di intendere e di volere?

Tra l'altro, tutta 'sta gente, ma chi se l'è mai inculata?

Ora, come dicevo sopra, quando vedo 'sta roba e leggo certe corbellerie, la prima tentazione, se sono in buona, è di farmi una risata; se mi gira meno bene, mi scappa come minimo un bestemmione e l'ambaradam finisce direttamente nel cestino della carta straccia.

Ma soprattutto, se sei davvero una ONLUS con intenti benefici/caritatevoli, che senso ha spendere tutti questi soldi (perché carta, stampa, gadget e spedizione hanno un costo e nemmeno poi così irrisorio - a meno che qualcuno non ti fornisca il servizio gratis ma anche lì...) per cercare di intortare la gente?

Non sarebbe meglio se i quattrini che hai cercassi di investirli sul serio in opere pie ergo farti conoscere per mezzo di organizzazioni già radicate sul territorio che possono anche fare da garante sulle tue intenzioni e finalità?

E invece no, manco per il... e questo dimostra solo quel che scrivevo nel mio incipit: che sei un cialtrone, millantatore e paltoniere!

domenica 20 agosto 2023

Obsolescenza Programmata? Sì, ma... da chi?


 Torno su questa pagina dopo uno iato di mesi, non me ne vogliate ma - con tutti i guai passati, presenti e (probabilmente, se tanto mi da tanto) futuri del sottoscritto - avevo quasi obliato di avere ancora in piedi questo blog, tanto più che tutte (o quasi) le attività social del qui presente hanno collassato o sono state chiuse d'autorità, sicché sono tornato praticamente agli albori dell'era internet da questo punto di vista.

Visto e considerato però che qui esisto ancora e che è una vita che non posto qualcosa, ho pensato di rendervi edotti, in qualità di servizio ai naviganti, sull'ultima, ennesima porcata che mi è stata inflitta assai di recente dall'associazione a delinquere di strozzini legalizzati che - non contenti di avermi/ci sgrassati senza pietà, con l'aperta complicità del Regime prima e dell'attuale governicchio faSista ora - ha pensato bene di aggiungere l'ennesima ingiuria al danno con l'ultima alzata di ingegno concernente l'home banking.

Dal momento che si dice il peccato e non il peccatore, sappiate che la (dis)pregiatissima Intesa/SanPaolo dopo aver costretto l'utenza all'utilizzo coatto dell'intelligofonino, pena l'impossibilità di accedere ai servizi di sportello telematico di cui sopra, ha pensato bene - sempre unilateralmente e Cicero pro domo soja - di imporre a questa stessa utenza un bel... cambio di tecnologia, sotto forma di uno smartphone non solo nuovo di pacca bensì pure aggiornato alla versione più recente possibile del sistema operativo - anche qui, rigorosamente Android - sempre per garantire le funzionalità e/o l'accesso al home banking.

Infatti, a partire da questo mese, chiunque non adotti/possegga un terminale con sistema operativo Android 8+ si vedrà negato l'accesso sia alla app della banca che al portale internet della stessa, poiché per l'accesso al sito non vanno più bene le comuni procedure di nome utOntO e password, no: devi farti autenticare l'accesso via smartphone, utilizzando, per l'appunto, la fottuta app della banca, cioè la stessa che - se non cambi ipso facto telefono - non puoi più usare!

Praticamente un uroboros senza via di uscita e per quanto mi è dato sapere, questi ammassi semoventi di ladresca materia organica anfibia sono stati gli unici in Eatalia - per non dire in tutto il fottuto consesso di grassatori della BCE - ad applicare questa zozzeria, perché tutti gli altri istituti di (dis)credito, ben consci che oltre i 2/3 dell'utenza sono composti da ottuagenari prostatici rinfanciulliti, si sono ben guardati dall'imporre una porcata simile.

Ah, ma c'è di più - e di peggio: se non vuoi sottoporti a questa ennesima soperchieria, puoi sempre optare per la soluzione B: ti abboni al servizio di messaggistica della banca - a 10 pleure/anno - così ogni volta che ti serve di accedere al sito (o compiere una qualsivoglia operazione da remoto), ti inviano una comoda OTP (One Time Password per i non addetti ai lavori); sì, al modico costo di 10 centesimi/password

Comodo, comodissimo, specialmente tenuto conto che il famigerato portale online della Intesa sono più le volte che collassa di quelle che funziona, quindi utilizzarlo con questo simpatico metodo vuol dire esporsi ad un esborso continuo che - 10 cent + 10 cent + 10 cent - alla fine dell'anno diventano decine di euro di spese, specialmente se il conto online lo usi anche per bonifici, pagamenti e quant'altro, visto che ad ogni, singola operazione, ti viene richiesta l'autenticazione.

Morale della favola, il sottoscritto, che lo smartphone ce l'ha e lo usa, per carità, ma che praticamente da sempre li usa di seconda mano ergo quelli che vengono dismessi da amichi e parenti - che essendo invece molto mainstream, li cambiano con la stessa frequenza con cui io mi cambio i pantaloni - trovandomi benissimo ed usandoli, tra l'altro, per anni di fila, fino alla loro morte naturale o perché irrimediabilmente obsoleti e quindi non più utilizzabili, alla faccia della Von der Leyen e della sua ganga di €urodecerebrati, che a chiacchiere hanno risolto il problema delle cataste di terminali dismessi ma di fatto siamo ancora sommersi da questo ciarpame, visto che nulla hanno fatto/voluto fare per ovviare alle porcate di banche e altre entità varie.

Figuratevi quindi con quale animo mi sono dovuto pure sbrigare a trovare ed acquistare un orpello nuovo di pacca, proprio io che questi giocattoli li odio cordialmente, che non c'ho mai speso più del minimo indispensabile e sempre e solo perché costretto.

Alla fine, dopo un primo tentativo con un sinofonino a basso costo ma strepitoso (almeno sulla carta) ma fallito miseramente per insipienza del venditore e del distributore (il sor Bezos e i suoi imbelli scherani, se non si fosse capito), sono ripiegato sul sicuro e conosciuto, pagandolo un botto di più ma almeno con la (quasi) certezza che non mi avrebbe dato rogne e fatto patire le forche caudine.

È l'aggeggio che vedete in fotografia, a corredo del post.

Ma non è finita qui, perché, estrema ingiuria dopo il danno, quando si è trattato di riattivare la fottuta app della banda di grassatori, ho scoperto che non mi permetteva di validare l'installazione.

Non la voglio fare troppo lunga, quindi vi dico solo che - per la dabbenaggine dell'impiegato col quale ho trattato l'ultima volta che sono stato costretto a cambiare intelligofonino - il mio numero di telefono, essenziale per il riconoscimento e funzionamento della app, anziché sostituito a quello precedentemente in uso, è stato inserito in un nuovo profilo, andando quindi in conflitto con le credenziali registrate sui server dell'Intesa.

Come cavolo abbia potuto continuare ad usare la app negli ultimi due anni è un mistero insondabile perfino dai bancari stessi, fatto sta che la magagna è venuta fuori quando ho dovuto fare questa Operazione Cicero.

Morale della favola: ennesima transumanza - zoppicando in salita con le stampelle - fino alla banca per poi passarci l'intera mattinata alla affannosa ricerca del busillis per venire a capo di questo ennesimo gran casino.

E tutto per le sAghe mentali di questa banda di mentecatti.

W L'EATALIA

venerdì 30 dicembre 2022

Per la serie: Volere È Potere...

 ...e quando vogliono possono, eccome! Ecco a voi la mia ultima avventura.

Per fare breve una storia abbastanza lunga, che fa parte del capitolo (mai concluso) nostalgia fottuta e canaglia della mia miserevole esistenza, quest'oggi posso dire di aver avuto lo shock dell'anno, se non della vita, la dimostrazione fattuale e fattiva che anche - anzi: soprattutto - in Eatalia siamo perfettamente in grado di fare le cose presto e bene.

Si tratta dunque sempre di volontà (o meglio: cattiva volontà) il fatto che si sia celebri nel mondo per disservizi, disguidi e ritardi, perché quando ci si mettono, le cose funzionano e anche più che bene.

Questo discorso vale soprattutto per l'ente postale eatalico, atavicamente piagato da una fama sinistra - specialmente nei periodi a ridosso o a cavallo delle festività comandate - per quanto concerne smarrimenti, errori di consegna, disguidi e quant'altro.

Io stesso ne sono stato vittima, ancora una volta, non più tardi di un mese fa: correva il famigerato periodo del Black Friday e nonostante l'AD di Poste Eataliane si facesse bello in TV millantando potenziamenti esponenziali del servizio e la capacità di gestire nel migliore dei modi i millemila ordini spediti attraverso la rete postale, ho dovuto aspettare dieci fottuti giorni per ricevere un plico, spedito da oltremanica, dopo che allo smistamento centrale di Roma c'era stato (parole dell'operatore del Call Center con cui ho parlato) un piccolissimo disguido per cui lo avevano consegnato nei tempi previsti al portalettere, solo che era il postino del quartiere sbagliato, per cui era tornato in deposito e era rimasto fino a quando non mi sono fatto vivo per avere spiegazioni sull'incredibile ritardo e se del caso, sollecitare la consegna.

Oggi ho assistito esattamente all'opposto di questa vicenda: mi trovavo nell'androne del condominio, dove avevo appena salutato un utOntO di Subito.it al quale ho consegnato uno dei miei ammennicoli elettronici (ed ingombrante) in disuso ormai da parecchio tempo (e anche qui ci sarebbe parecchio da raccontare sulle traversie subite da questo implemento), in procinto di prendere l'ascensore per rientrare in casa, quando arriva trafelato un tizio carico di buste e pacchetti.

Il prode Ivan, instancabile cane da guardia dello stabile, mi si rivolge e mi fa: "arriva roba per te!" al che rispondo con il più classico dei "sSeee, magari... aspetto roba ma hai vojia te prima che arrivi..." quando il tizio esordisce con: "C'ho una cosa per un certo Altieri..."

OK, adesso hai tutta la mia attenzione, anche perché - ribadisco - aspetto roba ma realisticamente non prima della settimana prossima, sempre se tutto va bene.

E invece...

Ora, vi chiederete, che problema ci sarà mai? Può capitare che abbiano accelerato i tempi, dopotutto non hai detto tu stesso che Poste Eataliane si è vantato di aver potenziato al quadrato il servizio proprio per il periodo festivo?

Sì, va bene ma quando s'è visto mai un plico spedito tramite Poste (e non tramite corriere espresso) arrivare in meno di 24 ore?

Perché è questo che è successo: ieri sera, intorno alle 18:00, mi è arrivata la notifica di avvenuto ritiro del pacco da parte del venditore ed oggi, alle 16:05, me l'hanno consegnato.

Come potete vedere dalla foto in allegato, l'etichetta postale dice che il pacco è stato "accettato" dall'ufficio alle ore 19:16:28 del 29/12/2022.

Che sia un miracolo di capodanno oppure fusse che fusse la volta buona che davvero l'Eatalia abbia deciso di dotarsi di un servizio postale moderno ed efficiente, degno di un paese avanzato dell'Occidente?

A questo punto lascio davvero ai posteri l'ardua sentenza perché solo il futuro potrà dirci se è stato un classico caso semel in anno o se sia l'inizio di una nuova era.

lunedì 26 dicembre 2022

Per la serie: con amici (e parenti e conoscenti) come i miei, chi ha bisogno di nemici?

 Oggi andiamo un po' sul personale ma, se permettete, semel in anno licet togliersi qualche sassolino (diciamo pure un macigno da 2 quintali) dalla scarpa, anche da tutte e due, se necessario.

Parliamo ovviamente delle - purtroppo ancora in corso - festività natalizie o presunte tali. 

Non è che il natale degli ultimi 2 anni sia stato un tripudio di gioia, tutt'altro, ma almeno c'era la teribbuli pandemeea farlocca a fare da giustificativo per le pisciate all'ultimo secondo, le mancate visite e quant'altro; con la scusa di un tampone (fasullo) positivo, si potevano mandare serenamente a puttane settimane di preparativi ed infatti così è stato.

Ma quest'anno, tutti quanti, che scusa hanno avuto per comportarsi nei miei confronti come se fossi un paria o un reietto?

"Perché non vieni qui da noi?"

Fammici pensare su un momento... forse perché non sto bene e non sono in grado di guidare per 20 e rotti chilometri? E comunque dovreste saperlo tutti quanti che allo stato attuale, anche se volessi o potessi, ho sempre le onnipresenti palle al piede dei vecchi che non posso lasciare soli per un'intera giornata.

"Non ti fai più vedere, non partecipi più alle nostre loRdevoli iniziative...."

Come sopra: non sono in grado di andare liberamente in giro a farmi i cazzi miei, figuriamoci quelli degli altri, specialmente dall'altra parte di Roma!

Questo, in poche parole, è l'andazzo di questi ultimi mesi, specialmente dopo il mio ultimo ricovero d'urgenza in ospedale, evidentemente c'è qualcuno che si pensa che sia andato in vacanza, anziché a lottare per la mia vita attaccato ad una macchina.

Secondo me, in tutto questo, c'entra ancora il salveefeeko vakkeeno, nel senso che, tutti i miei (presunti) amichi, parenti e conoscenti, super-stravagynati, ormai hanno i neuroni completamente riassemblati dal fottuto farmaco RNA-ricombinante e quindi gli scoreggia il cervello!

A questo punto, avrei senz'altro preferito essere lasciato del tutto solo, almeno mi evitavo ulteriori sbattimenti e ropturae pallarum per preparare tutto l'ambaradam per la vigilia, col solito, prevedibile risultato che adesso ho frigo e congelatore stracolmo di (cospicui) avanzetti della cena della vigilia e me ne sarei potuto stare in santa pace per i cavoli miei.

Non parliamo poi della più che cospicua spesa per strenne e pensierini vari, che nessuno degli aventi vestito interesse si è poi minimamente interessato di venire a prendere; anche lì, che cazzo vuoi, che mi vesta da Natale Babbo o da re mago e te li venga a portare?

Tanto più che è più di un mese che mi tedi le gonadi dicendomi che "prima di natale ci vediamo", però hai dimenticato di dirmi di quale anno, visto che - alla fine - vi siete visti tutti in coro, sì, ma per i cazzi vostri e da un'altra parte.

"Eh, ma tu non sei venuto... che ti pesa il culo?"

Al che, giustamente, ma nemmeno ti rispondo perché altrimenti iniziamo la sagra delle bestemmie e sotto le feste comandate pare brutto, perché se non ci arrivi da solo, vuol dire che delle due l'una: o sei deficiente o sei un menefottista ed in entrambi i casi a questo punto meglio perdersi che ritrovarsi.

Per aggiungere l'ingiuria al danno, almeno se sto solo mi posso rilassare un attimo, giusto?

E invece no, manco per il cazzo, perché a... tenermi compagnia (indesiderata) e a farmi maledire in tutte le lingue a me note, vive e diversamente vive, ci hanno pensato i miei amabili vicini e dirimpettai, che si sono dati alla pazza gioia h24.

Sono due fottuti giorni che non c'è verso di rilassarsi un momento, anche perché, nel deserto generale (e sì, qui so' tutti morti di fame, porelli, per le feste so' scappati tutti!) ci ha pensato la solita congrega di cafoni mentulocefali a fare un bordello del diavolo e a farmi venire il mal di fegato.

Oggi pare che siano tutti in coma etilico e/o glicemico, per mia fortuna, e a parte qualche frenastenico furibondo che strilla come un'oca del Campidoglio, c'è un (relativo) silenzio in questa Land of Deesagyo... speriamo solo che continui così e che anche quest'anno possa dire, con le immortali parole del compianto Riccardo Garrone...


sabato 24 dicembre 2022

Alla faccia dell'Unione €uropea...

 ...della von der Leyen e di tutte le fregnacce – digitali e non – che lei e gli altri €urostolti sparano in continuazione.

Come dico sempre: se si governasse con le ordinanze e i buoni propositi, vivremmo in paradiso ed infatti sono qui, quale vittima e testimone in prima persona dell’inutilità di tutte le €urochiacchiere dell’€uroparlamento (che tra l’altro non mi pare che se la stia passando troppo bene ultimamente e visti gli altarini che son venuti fuori, adesso mi spiego tante cosette), nello specifico, le più recenti, concernenti la longevità ed il recupero di “terminali” e dispositivi elettronici vari all’interno della U€.

Sì, sto parlando proprio di cellulari, computer, tablet, palmari e tutta quell’elettronica di consumo che tanto va per la maggiore e che si sta accumulando giorno dopo giorno nelle discariche di mezzo mondo – Eatalia compresa – e tutto per una sola ragione: obsolescenza programmata, cioè quella vera e propria truffa attuata da tutti i produttori mondiali, nessuno escluso, specialmente al di là degli stagni Atlantico e Pacifico, per cui di punto in bianco apparecchi e dispositivi, altrimenti perfettamente funzionanti, devono essere gettati via perché semplicemente diventano “incompatibili” con gli “standard” introdotti ad arte, appunto, a scadenze programmate.

Ora, già abbiamo un enorme problema per smaltire tutta la morchia elettronica che si è cumulata negli ultimi 20-25 anni e non ci vuole un genio dell’ingegneria gestioAnale per capire che, di qui a 10-15 anni, saremo letteralmente sommersi da cataste di rifiuti tecnologici, per altro altamente inquinanti!

Da qui la loRdevole iniziativa €uropea riguardo il recupero, il riutilizzo e la standardizzazione di componenti ed accessori per tutti i tecno-giocattoli che piacciono tanto a grandi e piccini.

Peccato che, come il 90% delle €uroiniziative, sia un aborto alla nascita, perché il piccolo, insignificante problema – ed è sempre lo stesso! - è che non siamo noi che produciamo/gestiamo questa roba, ma gli Han, i Minguk e (ultimi in classifica) gli ameridioti, cioè proprio quelli che se la sono inventata, l’obsolescenza programmata e l’hanno implementata in tutto il mondo senza che nessuno dicesse “ah!”.

E sinceramente trovo alquanto difficile per la povera, piccola €uropeetta, costringere i summenzionati colossi ad ottemperare ai suoi pii desideri.

Certo, ci sarebbe sempre la soluzione autarchica: si sfanculano le major e si fanno circolare sul mercato solo apparecchi compatibili con le nuove specifiche €uropee prodotti in loco ma temo che ormai il divario tecnologico tra noi e loro sia diventato una voragine assai difficile da colmare, considerato soprattutto che negli ultimi 5 lustri abbiamo fatto a gara a chi dismetteva il proprio know-how e patrimonio industriale per trasferirlo all’estero, tutto in nome del lucro!

Ora, è vero che l’utOntO medio cambia citofonino (o PC, tablet o quello che è) con la stessa frequenza con la quale si cambia le mutande, così com’è noto che la maggior parte della gente – che non è tecnologicamente istruita – ad ogni minimo problema, anziché cercare di capire e/o risolvere, trova più facile gettare via il “vecchio” ed acquistare un prodotto nuovo.

Ammetto che, in caso di guasti, specialmente se seri, oggi come oggi convenga davvero di più cambiare che non riparare ma anche questo dipende dal fatto che i (cosiddetti) tecnici non sono più preparati/istruiti per aggiustare veramente l’oggetto e questo perché a monte le aziende produttrici mirano comunque a far acquistare i nuovi prodotti, anziché continuare a far funzionare i vecchi.

E anche qui, potrei anche starci.

il mio personale campionario
di novella immondizia elettronica
 


Ma quando hai un dispositivo ancora integro, perfettamente funzionante e ben tenuto, no, questa cosa mi da eminentemente in coolo ed è proprio ciò che sta accadendo a tutti i miei dispositivi e terminali, nessuno escluso.

Di fatto, dalla sera alla mattina, mi ritrovo in mano apparecchi che non accettano più aggiornamenti, applicativi o – nel caso degli e-book reader – file; sembra una follia ma è così.

Abbiamo cominciato con l’esautorazione dalla rete wi-fi (e pazienza, me ne farò una ragione) e siamo arrivati al “il tuo dispositivo non è compatibile con il prodotto che intendi acquistare” per cui, di fatto, posso usarli solo per leggere quanto già posseggo ma poco altro.

Ah, ma ci sono a prezzi scontaterrimi i nuovi Kindle di Amazon, che aspetti? Accatevillo!

Sì, come no: l’ultimo che ho acquistato (per mia madre e che ora mi è – come dire – tornato indietro) risale a meno di 5 anni fa e adesso praticamente è un ferrovecchio?

Non parliamo poi del mio cellulare: funziona perfettamente, anzi: funziona anche meglio di tanti apparecchi più recenti ma – ahimè! - ad ogni giorno che passa diventa sempre più difficile trovare applicativi che siano “compatibili” con il modello/versione del cazzocheselifrega, sciacalli che altro non sono!

Quando arriveremo agli applicativi “seri”, come quelli che concernono banca, posta, assicurazioni etc., sarò costretto a disfarmene, dopodiché dovrò semplicemente decidere se restare senza (cosa che – grazie al Renzismo e mai richiamato da alcun governo che gli è succeduto – è oggi impossibile a meno di voler diventare un paria) oppure se sperperare soldi che non ho e che probabilmente non avrò, per acquistare qualcosa di cui altrimenti non avrei alcun bisogno.

Alla faccia di UrZula e di tutta la sua €uroganga, appunto...

venerdì 2 dicembre 2022

Facciamo una cosa nuova questo Natale?…

...tipo, che so, una bella moratoria sugli acquisti online, specialmente per quanto riguarda quella certa qual multinazioAnale a stAlle e strisce che ancora va per la maggiore alle nostre latitudini.

Il perché di codesta, improvvisa decisione?

È presto detto: come forse ricorderete – difficile con la tritovagliatura gonadica su tutti i mezzi di (dis)informazione eatalici – è da poco finito il periodo del Black Friday che, quest’anno, a quanto pare, ha assunto numeri da record, vuoi perché la maggior parte degli eatalici acquirenti (che piange costantemente miseria) ha approfittato delle offerte ca nun se pozzono rRifiutari di tutte le maggiori catene e piattaforme di e-commerce nazioAnali, vuoi perché quest’anno quello che dovrebbe essere un giorno di offerte s’è dilungato per quasi due settimane, quindi hai voglia a fare click-click.

Il problema, però, è che le infrastrutture eataliche sono quel che sono ed hanno dimostrato, in questo periodo più che mai, tutte le loro carenze, tra disguidi, smarrimenti, ritardi ma soprattutto consegne effettuate ad mentula cameli da gente che evidentemente non ha voglia di fare il lavoro per cui viene pagata ovvero che sta facendo di tutto per perderlo, il lavoro!

Nel giro di pochi giorni – almeno per quanto mi concerne – ne sono successe di tutti i colori ma il top – come sempre e come vi ho reso già edotti – l’ha raggiunto Poste Eataliane con i suoi portalettere/spedizionieri ed il loro comportamento al limite dell’indecenza.

Quindi, visto che sono riusciti ad andare completamente nel pallone – per non dire nel panico! - con questo evento, non voglio nemmeno immaginare cosa mai saranno capaci di combinare da qui alle prossime due settimane, quando prevedibilmente ci sarà il picco degli ordinativi online per strenne, regali e acquisti natalizi dell’ultimo minuto.

Per questa ragione – e visto quanto accaduto negli anni scorsi, specialmente in questi ultimi due anni di pandemeea farlocca – dal momento che ho già abbastanza cazzi pel… di mio, ho deciso quest’anno a dicembre di evitare accuratamente qualsivoglia acquisto – specialmente se importante – online, così evitiamo di rimasticarci il fegato.

Questo vuol dire che – quest’anno – delle due l’una: o si smette di acquistare qualsiasi cosa fino a dopo l’epifania oppure ci si rassegna ad andare in giro per negozi e botteghe, come si faceva prima della famigerata era internet.

Dal momento che il vostro qui presente è riuscito a fare quasi tutto per tempo – o meglio: prima del tempo – non credo che sarà un problema; spero soltanto che non capiti a me qualche occasione di quelle ca’nun se pozzono rrifiutari, perché la cosa mi imbarazzerebbe, a dir poco, per non dire che mi metterebbe in seria difficoltà (non so se mi si piega)...

mercoledì 30 novembre 2022

Quando è troppo è troppo!

Premetto che è una cosa che odio cordialmente ma certe volte davvero non se ne può fare a meno.

Intendo quella di dover adire l’assistenza clienti di qualsivoglia organizzazione per dover sporgere reclamo, peggio ancora quando detto reclamo può inficiare su una persona che – tecnicamente – lavora ma qui la parola da sottolineare è proprio tecnicamente.

Posso capire che uno non possa sempre rendere al meglio, così come sono arciconvinto del fatto che solo chi non fa un cazzo non sbaglia mai ma la mia comprensione (e compassione) si arresta brutalmente col freno a mano tirato quando mi rendo conto che non si tratta di un caso sporadico, bensì di una (brutta) abitudine inveterata.

Parliamo ovviamente di spedizionieri e consegne, problema già di per sé annoso ma che in questo periodo si sta facendo vieppiù sentire; nello specifico, per l’ennesima volta il postale incaricato da una certa qual multinazioAnale a stAlle e strisce appartenente ad un certo Bezos si è prodotto in un atto di menefottismo da manuale.

Già mi storce il fatto che questo bel tomo si presenti puntualmente quando il prode Ivan (il mastino da guardia del condominio) è assente ma porcaputténamaledètta se mi suoni al citofono e mi chiedi di scendere, mi aspetto, come minimo che tu stia lì, ad aspettarmi, per consegnarmi personalmente gli amati beni di cui sei latore e invece questo che fa?

Citofona, aspetta una risposta, poi molla tutto lì dove si trova (quindi fuori dal portone, in mezzo alla pubblica via) e se ne va!

Ora, che succeda una volta, magari è stato un incidente e ci può stare.

Due volte? Già marchiamo male ma è possibile che ci sia stata una sgradevole concomitanza di eventi (diciamo così per carità di patria) che ti ha impedito di fare il tuo dovere.

Dalla terza volta in poi, però, non ci sono più giustificazioni che tengano, è un dato statistico ergo lo fai scientemente!

Ed io, pazientemente, la prima volta ho lasciato correre, la seconda ho lasciato un feedback negativo, spiegando l’accaduto ma stavolta no: per sua immensa sfortuna mi ha trovato con le palle girate, ragion per cui ho alzato il telefono e chiamato chi di dovere.

Come dicevo all’inizio, odio dover arrivare a questo punto, perché poi finisce che la maggior parte delle volte chi ti risponde resta davvero imbarazzato per una colpa che non è certo la sua, però è anche vero che se non segnali questi… disguidi, questi continuano a fare come cazzo gli pare e chi ci rimette, prima o poi, sei tu, su questo non ci piove, anche perché, se molli un pacco in mezzo alla strada, non è detto che chiunque passi sia una brava persona e a far sparire la roba è un attimo.

Dal momento che questo è già successo in passato, maggior ragione per preoccuparsi seriamente di questo atteggiamento da menefottista da parte di chi – ricordiamocelo – è pagato per fare questo lavoro, a maggior ragione in quanto non credo proprio che qualcuno ce lo abbia costretto col coltello alla gola a fare il corriere/portalettere e vi posso assicurare che non è poi così facile avere un lavoro presso Poste Eataliane o uno qualunque dei più blasonati corrieri nazionali, sicché…

Posso capire che magari non è il lavoro dei tuoi sogni però comunque l’hai deciso tu di farlo, ti pagano per questo, quindi personalmente mi aspetto che tu faccia il tuo lavoro in maniera professionale e possibilmente sfilando la testa da orifizi non preposti e usando il cervello!

Adesso non mi resta che scoprire che accidenti di fine abbia fatto l’altro pacco – che risulta regolarmente consegnato da stamattina – ma di cui non ho ancora visto o sentito nulla, sperando che, anche qui, non abbiano fatto la solita, anche perché, tecnicamente, la consegna è stata controfirmata dal mastino di cui sopra.

mercoledì 16 novembre 2022

Un nuovo capitolo nella Saga dei Dolori del (non più tanto) Giovane Verme

Dopo l'anabasi vissuta ieri per la prima visita post-ricovero, dal momento che all'ospedale non si effettuano prenotazioni live mi sono attaccato al telefono di buon mattino ed ho chiamato i numeri riportati sul mio foglio di dimissioni.

Partiamo subito male, perché il primo numero, tecnicamente dell'Ufficio Prenotazioni interno di Medicina Generale, manco ti rispondono: lasciano partire la chiamata salvo far "cadere la linea" dopo averti fatto attendere 5 minuti buoni come un coglione.

Pazienza, affidiamoci al famigerato CUP interno e quindi ho chiamato direttamente il Fatebenefratelli per prenotare le visite dall’urologo e dal nefrologo; come parte la chiamata, il solito disco (rotto) mi invita ad usare il nuoverrimo sed etiam pooDenteesseemo servizio di prenotazioni online (cito) rapido e sicuro.

Ovviamente non è né l’uno, né l’altro ma soprattutto – dopo tempi di attesa biblici – la risposta è sempre la stessa: (dis)servizio NON disponibile, si prega di riprovare più tardi (magari sarai più fortunato).

Qualcosa mi dice che il sistema funge solo se vuoi prenotare visite private o intramoenia (che poi è la stessa cosa) ma si sa che sono un turpe malfidato e quindi magari è solo una mia illazione.

Pazienza, mi faccio dunque tutta la trafila telefonica e dopo un quarto d’ora (cronometrato dal citofonino) mi risponde un’operatorA.

Come sempre, in questi casi, lì è finita la mia vita ed è cominciato il Deleeryo!

Visita urologica? No Problem, se paghi – col (dis)servizio (a)sociale, bada bene! - ti serviamo di barba e cappella entro i prossimi 3 giorni, altrimenti primo appuntamento utile a FEBBRAIO 2023!?!?!

Cominciamo subito male, se non peggio ma andiamo avanti; e per quanto concerne la visita di controllo nefrologica?(Bada bene, ho detto di controllo, quindi l'appuntamento me lo devi trovare entro un tempo ragionevole, eh!?)

Peggio me sento, qui – ma solo perché è di controllo, eh, quindi per noi sei come un fratello – partiamo direttamente da APRILE dell’anno prossimo.

Per la serie: bere o affogare, che fai? Ovviamente ti rassegni e accetti e così ti servono pure con l’appuntamento all'alba per non sbagliare!

Ah, però puoi sempre richiamare, hai visto mai che da qui a febbraio/aprile p.v. qualcuno nel frattempo rinuncia (leggi: muore e/o comunque scompare dai radar motu proprio) e si libera un posto?

A questo punto, spero solo di arrivarci, fino all’anno prossimo.

lunedì 14 novembre 2022

Il Generalissimo Gualtieri vs il Generale Inverno: uno scontro tRitanico!


 Che questo peracottaro incapace in salsa sinistrorsa radical-shit-fighetta mi avrebbe fatto rimpiangere quell’impedita a 5 StAlle di Virgy Raggidisòla per me era cosa già ampiamente acclarata ma l’ultima uscita del Campidoglio rasenta veramente il ridicolo, se non fosse drammaticamente reale.

Si parla di riscaldamento, anzi: di accensione anticipata dei riscaldamenti per combattere il teribbuli freddo siberiano – evidentemente scatenato da Dio Pooteen quale ultima arma non convenzioAnale contro l’Occidente imbelle – che secondo il Generalissimo Gualtieri e la sua cricca sta avvolgendo la Capitale.

A parte che siamo ormai a novembre inoltrato e che non ci poteva davvero aspettare che l’infinita, fottuta estate che abbiamo dovuto patire quest’anno continuasse ancora a lungo, non mi pare proprio che ci sia stato questo agghiaccianDe abbassamento delle temperature, tale da giustificare una accensione prematura degli impianti di riscaldamento cittadini, a maggior ragione a causa – sempre se dobbiamo credere agli Al Lupo Al Lupo con cui ci hanno tediato l’esistenza da mesi a questa parte – degli ingredibbuli aumenti del prezzo del gaz(prom) ma dal momento che uno degli ultimi colpi di coda del Regime del dvce Conte Drakulia è stato proprio la regolamentazione sull’uso dei riscaldamenti domestici, qualcuno in Campidoglio ha pensato bene che si potesse fare senza colpo ferire; dopotutto basta rispettare il decretino governativo ed è tutt’apporno, giusto?

Sbagliato e pure di grosso!

Sì, perché attualmente, nelle romane dimore, con poche, notevoli eccezioni nelle aree più esterne e deesagiate dell’urbe, le temperature esterne si aggirano tra i 18 e i 21°C, così come la temperatura media indoor si attesta tra i 19 ed i 21°C; quindi, dal momento che l’anciet Regime ha decretinato che le caldaie debbano essere regolate per una temperatura non superiore ai 19°C, qui prodest accendere i riscaldamenti?

Perché, per prima cosa, se l’impianto funziona bene ed i termostati sono davvero regolati sui 19°C, la caldaia nemmeno si accende; in secondo luogo, se anche si accende, non si fa altro che consumare la preziosa risorsa gassosa a cazzo di cane, perché non si otterrebbe una beata mazza, in termini di riscaldamento, rispetto ai 19-20°C già presenti in casa.

Quindi, siamo di fronte all’ennesima sparata ad mentula camelopardis del nostro primo cittadino, che ha dimostrato ancora una volta di avere il vuoto pneumatico nel cranio, che evidentemente gli serve solo per tenere separate le orecchie.

sabato 10 settembre 2022

Un'impresa veramente ingredibbuli! (?)

 Se la cosa non fosse tragica, ci sarebbe davvero da farsi una grassa risata, perché va bene la propaganda, va bene tutto ma che la TV del Regime continui a spacciare panzane senza alcuna verifica o contraddittorio, solo perché lo dicono gli amichi (del giaguaro) ukraijni da veramente il senso del ridicolo in cui è scaduta la disinformatia eataliana, che può fare del facile sensazioAnalismo giusto con l'utOntO medio che di militaria capisce poco o niente.

Nello specifico, faccio riferimento a questo articolo corredato da tanto di video, postato da RaiNews in data 01 settembre.

Ora, con gran fanfara, si annuncia al mondo lo sconvolgente successo bellico dei nuovi idoli del Nuovo Ordine Mondiale a stAlle e strisce e degli €urostolti di Bruxelles: l'abbattimento di un carro armato russki dall'ingredibbuli distanza di 10 e passa chilometri, grazie ad un nuovo, sofisticatissimo software di comando e controllo made in Ukrajina etc. etc. (non stiamo qui a ripetere quel che potete leggere tranquillamente da voi).

Fin qui, tutto molto bello e in effetti c'è anche il video a testimoniarlo (sempre e solo però, secondo il comando ukrajino, che non è proprio proprio imparziale, neh!?).

Ora, ammesso e non concesso che sia tutto vero, da quel che ho letto e/o sentito, non c'è stato UN cane che sia uno che si sia fermato un momento a ragionarci su, perché se qualcuno lo avesse fatto, forse qualche ragionato dubbio sui potenti mezzi di Volodomyr e sulla loro efficacia se lo sarebbe fatto venire e invece nulla.

Non voglio dire ma centrare un carro armato e metterlo fuori combattimento sparandogli la bellezza di venti granate a me pare una classica vittoria di Pirro.

Avrei capito se avessero detto (e dimostrato) di aver centrato e distrutto un mezzo nemico dalla rispettabile distanza di 10 chilometri con un colpo ben piazzato ma di fatto, hanno consumato metà della dotazione di colpi di cannone (un T-64BV ne imbarca circa 40) per eliminare un solo mezzo nemico; avrebbero potuto ottenere lo stesso risultato più semplicemente ed economicamente dirigendo una salva di artiglieria sul bersaglio, utilizzando il medesimo software summenzionato.

Tra l'altro, nessuno ha rilevato un altro, insignificante dettaglio: per poter tirare 20 colpi, il carro ukrajino ha praticamente sparato per almeno 3 minuti consecutivamente (la cadenza di tiro di un carro armato di quel tipo si aggira intorno ai 6-8 colpi/minuto) senza che il bersaglio dicesse "ah!" o intraprendesse alcun tipo di manovra evasiva.

Dal momento che sempre gli ukrajini affermano di aver usato granate HE-FRAG (cioè esplosive/a frammentazione, munizione tipicamente antiuomo/per uso generale) anziché le più consone granate HEAT (esplosive/anticarro) o perforanti, vorrebbe dire che l'equipaggio russki era cieco e sordo per non essersi reso conto di essere sotto attacco ed esser rimasto lì a far da bersaglio.

Personalmente e molto più prosaicamente, ritengo che anche questa notizia debba essere annoverata tra quelle di spudorata propaganda; con ogni probabilità, il carro russo era lì immobile e privo di equipaggio, da qui la mancanza di un qualsivoglia tentativo di sottrarsi alla minaccia.

Praticamente siamo al livello dell'amena storiella del contadino che si è incollato un "carro armato" (in realtà un trattore semovente d'artiglieria) col trattore "rubandolo" ai russi, quando molto semplicemente si è portato via un mezzo con ogni probabilità immobilizzato a seguito di danni in combattimento o altra avaria e che era stato evidentemente abbandonato dall'equipaggio.

In tempo di guerra, si sa, la propaganda è pressoché d'obbligo.

Altrettanto obbligatorio, però, dal momento che - tecnicamente - noi non facciamo parte dei belligeranti, è verificare quel che si intende pubblicare, specialmente se si vuole continuare a parlare di libertà e indipendenza dell'informazione.

...e tanti saluti pure a El donaldo...

  Alla luce dei recentissimi avvenimenti e dopo aver letto e ascoltato le roboanti dichiarazioni del POTUS, ritengo di poter affermare, senz...